L’audience digitale in sé non è affatto pericolosa, anzi costituisce una leva che i leader politici sfruttano per costruire attorno alle loro proposte un consenso ampio e profondo. Ma, quando la rincorsa all’audience per l’audience diventa un’abitudine, allora può far più danni dell’afa, dei colpi di sole e del caldo africano che in questi giorni tiene sotto scasso le città italiane. L’audience per l’audience è una palude infida, dalla quale diventa complicato una volta dentro uscirne senza qualche pagar un pesante dazio alla reputazione e alla credibilità. Da qualche tempo, in una di queste anche alquanto fangosa sembra esserci finito volutamente e volontariamente Nicola Fratoianni. Ieri e oggi, infatti, gli account TikTok e Instagram del segretario di AVS hanno postato due video pensati e girati per strizzare l’occhio all’interazione, per catturare attraverso gesti, posture e luoghi l’attenzione dei follower.
Nel primo, postato per l’appunto ieri, Fratoianni si fa riprendere in strada sotto il sole de’ Roma mentre con lo sguardo fisso alla camera dello smartphone prova a rinfrescarsi sventolando un ventaglio: “il caldo estremo di questi giorni non è normale. E no, non è sempre stato così. Basta con le idiozie dei clima-freghisti della destra. Anche quest’anno milioni di persone subiranno le conseguenze dei disastri che hanno a che fare con le responsabilità precise delle destre, che se ne fregano delle famiglie, degli anziani e dei bambini che non possono permettersi il condizionatore”. Per Fratoianni, e il suo social media manager, la rincorsa perigliosa dell’audience lo porta a validare un’equazione assurda senza rendersene conto: il ventaglio, che compri dal cinese sotto casa e paghi 0.90 euro, è il simbolo di una sinistra che insegue quel proletariato da anni fuggito dal recinto e che pensa così di combattere il cambiamento climatico, mentre il condizionatore è raccontato come l’emblema di una destra libertaria, liberista e capitalista.
Solo che il buon Fratoianni conclude il suo reel entrando nella stanza del suo ufficio dove tutti sanno o immaginano che a rinfrescarlo c’è almeno un condizionatore da 12000 BTU. Nel secondo video, pubblicato questo pomeriggio, il segretario si trasferisce in una stazione della metro e si fa riprendere, mannaggia all’audience, prima in discesa e poi in salita su una scala mobile: “che mi tocca fare pur di ribadire che se aumenta il costo della vita, devono aumentare anche gli stipendi. E chi dice che non si può fare mente e vuole che tutto rimanga com’è. Con gli italiani che hanno le peggiori retribuzioni in Europa”. La doppia ripresa sul tappeto mobile, pensata anche in questo caso per sfruttare la possibile viralità dell’algoritmo, però non è servita a mettere Fratoianni al riparo dai commenti dei follower che gli rimproverano la validità della proposta: “studi un minimo di macroeconomia prima di fare queste proposte”, gli scrive Luca Picilli. “Ci siamo confrontati con i nostri esperti prima di fare qualunque proposta – risponde Piccato Fratoianni. Per il resto, si cerchi lo studio del 2022 del Fondo Monetario Internazionale sull’inflazione”. Solo che mentre Fratoianni continua a salire e scendere e a sventagliarsi per il caldo, Luca Picilli gli risponde: “il paper del FMI dice che le spirali salari prezzi sono meno frequenti di quanto si creda. Non dice che l'indicizzazione automatica dei salari sia una buona idea. AL CONTRARIO riconosce che l'indicizzazione aumenta la persistenza dell'inflazione”. Set, game, match.

