Il 26 giugno 1956 Monsieur Christian Dior in persona assume Azzedine Bénalaia, un giovane tunisino alto poco meno di 160 centimetri ma destinato a diventare un gigante della moda. La scheda di assunzione con tanto di foto dell’esordiente designer scattata ai piedi della tour Eiffell è uno dei tanti reperti storici esposti nell’eccezionale doppia mostra in corso a Parigi fino al prossimo 3 maggio alla Galerie Dior (11 rue François-1er) e alla Fondazione Alaia (18 rue de la Verrerie). Si tratta degli oltre 600 pezzi collezionati nel corso degli anni da Azzedine con un amore e una competenza incredibili esposti per la prima volta secondo logiche saggiamente studiate da Olivier Saillard in collaborazione con Gael Mamine: due mostri sacri della storia della moda francese. Nella Galerie Dior che occupa una vasta area del cosiddetto 30 Montaigne, storica sede della maison magistralmente restaurata e trasformata in un autentico rifugio della meraviglia, ci sono molti degli abiti creati da Dior dal 1947 fino al giorno della sua morte (24 ottobre 1957) accanto a documenti e installazioni d’ogni tipo. Si comincia dal mitico tailleur bar che ha sfilato il 12 gennaio 1947 strappando alla giornalista americana Carmel Snow la celebre definizione di “New Look”. Seguono abiti stretti in vita e con innumerevoli pieghe nelle amplissime gonne che il mondo salutò come la risposta della moda alle ristrettezze della Seconda Guerra Mondiale mentre in realtà erano una precisa richiesta del tessutaio Boussac, principale sponsor di Dior. Non mancano documenti e testimonianze storiche d'ogni tipo: le foto del funerale di Monsieur Christian con le mannequinn in nero dalla testa ai piedi e le sarte dette “caterinettes” in lacrime. Poi c'è la sala delle linee: ad A, a H, Verticale, a Y, per la metà del secolo, a corolla, a tulipano e via così. Non mancano i primi capi creati da Saint Laurent per il maestro e una serie di modelli con fiori ricamati, dipinti o intagliati in omaggio a due delle fonti d'ispirazione di Dior: il giardino della sua casa natale a Granville in Normandia e quello del castello La Colle Noir, il castello acquistato in Provenza nel 1950. Ci sono infine alcune creazioni di John Galliano e di Maria Grazia Chiuri oltre alle innumerevoli copertine di giornale tra cui quella famosissima di Times. Tra i vari documenti storici c’è la prima boccetta del primo profumo della maison chiamato Miss Dior in omaggio a Catherine, l'amatissima sorella eroina della resistenza ai nazisti. Nella seconda mostra alla Fondazione Alaia gli abiti di Dior e quelli di Alaia intrecciano un dialogo serrato tra il tempo e il grande talento di due maestri della couture.
La passione di (Ben) Alaïa per le creazioni di Dior nel suo archivio segreto
Scritto il 07/03/2026
da Daniela Fedi

