Raccontare il delitto di Garlasco significa, tra le altre cose, calare la narrazione in un tempo preciso, un tempo del passato, poco meno di 20 anni fa. Al netto di tutti i misteri e i nodi ancora da sciogliere, che sono oggetto dell’attuale indagine partita un anno fa, si torna a parlare della mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara Poggi fu uccisa nella sua casa. Per il delitto è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi nel 2015.
Così l’indagato Andrea Sempio, per il quale è stato ipotizzato l’omicidio in concorso con Stasi o con ignoti, torna a spiegare i “movimenti” telefonici e non solo di una giornata più volte ripercorsa negli ultimi dodici mesi. “Io quella mattina mi sono svegliato, sono andato a Vigevano per andare in una libreria, l’ho trovata chiusa, ho fatto un rapido giro della piazza e sono tornato a Garlasco, da mia nonna. Sono stato lì una mezz'oretta, dopo ho ricevuto una chiamata di mia madre che mi richiamava a casa per mangiare. Quando hanno sentito mia nonna, lei ha ripetuto questa cosa e ha ripetuto più volte che lei mi aveva chiesto di restare a pranzo, ma io non volevo restare”, ha spiegato in un’intervista rilasciata a Claudia Marchionni per Quarto Grado.
Un dettaglio non di poco conto, anche per l’alibi, potrebbe essere rappresentato da squilli e messaggi fatti e ricevuti tra Sempio e la sua cerchia di amici, della quale facevano parte il fratello della vittima Marco Poggi e la sua attuale legale Angela Taccia. Ma la risposta sembra essere più semplice dell’ennesimo presunto mistero: “Non è che ci fosse un grande significato. Ai tempi non c'erano WhatsApp o altre app, quindi quello che c'era erano appunto i messaggi e gli squilli. So che a un certo punto avevo chiamato un mio amico, Mattia Capra. Quello era il suo primo giorno di ferie, magari l'ho sentito o gli ho fatto uno squillo per vedere se rispondeva, per dire magari vieni anche tu a fare un giro a Vigevano. In realtà, non avendo il traffico e la corrispondenza di messaggi nei giorni precedenti o successivi, non so quanto quella mattinata possa essere considerata anomala rispetto al resto”.
In particolare Andrea Sempio avrebbe effettuato alle 12.17 del 13 agosto una chiamata di 33 secondi a Mattia Capra, per poi inviare un sms immediatamente dopo a un altro amico, Roberto Freddi. “Era il nostro normale gruppo di amici. Tra l'altro, da lì a una settimana più o meno dovevamo partire per una vacanza in cui ci saremmo stati tutti e tre - chiarisce l’indagato - Quindi poteva essere anche magari qualcosa inerente alla vacanza. Potevano essere i semplici messaggi che ci siamo sempre mandati. Nella stessa giornata io poi chiamerò gli stessi due ragazzi, Capra e Freddi, dopo aver scoperto quello che era successo a Chiara. Quindi quelle chiamate me le ricordo. Gli squilli della mattina, no”.
Durante l’intervista viene chiesto a Sempio se abbia mai provato la cocaina da giovane. Si tratta di un riferimento a quanto ventilato, nella puntata del 27 febbraio 2026 di Quarto Grado, dalla criminologa Roberta Bruzzone: ci sarebbero delle chat in cui qualcuno ventila l’ipotesi fantasiosa, di Chiara Poggi uccisa per aver scoperto un giro di cocaina - da cui l’articolo sulla “droga cattiva” salvato sul suo pendrive. L’ipotesi non è affatto appoggiata dall’esperta, che non solo ne ha preso le distanze, ma ha anche annunciato un esposto. “Il mondo delle droghe è una cosa a cui sono stato abbastanza distante. Al massimo qualche sigaretta quando eravamo proprio ragazzini e basta, ma droga mai”, ha concluso Sempio.

