Si tratta di un successo che passerà agli annali, e non solo perché per la prima volta un brasiliano riesce a raggiungere un podio olimpico nei Giochi invernali, unico sudamericano della storia a tagliare questo traguardo, ma anche perché si tratta del metallo più prezioso: Lucas Pinheiro Braathen è oro nello slalom gigante a Milano-Cortina 2026. La sua gioia incontenibile sul podio è la conseguenza di una carriere travagliata, fatta di alti e bassi, di cadute e risalite e contraddistinta senza dubbio da una grande tenacia.
Classe 2000, Lucas nasce a Oslo, in una Nazione, la Norvegia, con un prestigio unico negli sport invernali. Figlio di un norvegese e di una brasiliana, Braathen si specializza nelle prove tecniche dello sci alpino. L'esordio in Coppa del Mondo nel 2018 in occasione dello slalom gigante di Val-d'Isère, dove conclude al 26esimo posto, ma pochi giorni dopo, nella medesima specialità, arriva il primo successo in Coppa Europa ad Andalo-Paganella. Ai mondiali juniores del 2019 in Val di Fassa centra l'argento in SuperG e il bronzo in Combinata, dimostrando tutte le sue abilità e creando delle importanti aspettative.
Va forte davvero, Braathen, che conquista la prima vittoria in Coppa del Mondo nel gigante di Solden (2020), per poi infortunarsi gravemente all'inizio del 2021: nel gigante di Adelboden cade, riportando la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e del piatto tibiale. Lucas si rialza, e nel 2022 conquista la vittoria nello slalom speciale di Wengen, ma ai Giochi invernali di Pechino non riesce a concludere né la gara di gigante né quella di speciale.
La stagione successiva parte bene, nonostante l'intervento d'urgenza per appendicite del 2 febbraio 2023. Braathen conquista complessivamente 7 podi, di cui tre vittorie (nello speciale di Val-d'Isère e di Adelboden e nel gigante in Alta Badia), sollevando al cielo la coppa di specialità dello slalom speciale. Ciò nonostante, a ottobre del 2023, annuncia la volontà di ritirarsi dall'attività agonistica prima del gigante di Soelden, spiegando di aver avuto contrasti con la federazione di sci norvegese a causa dei contratti di sponsorizzazione. "Mi sono ritrovato in una situazione in cui sentivo di aver perso il motivo per cui avevo iniziato a sciare", spiegò allora. "Se non lo fai per lo stesso motivo per cui hai iniziato, allora non ho trovato naturale continuare", aggiunse, "avevo bisogno di staccarmi dallo sport, di passare del tempo con me stesso e di non pensare alla carriera per una volta, prima di scegliere quale sarebbe stato il mio prossimo percorso".
Qualche mese dopo, Braathen annuncia la svolta: gareggerà per il Brasile, la nazione che ha dato i natali alla madre Alessandra Pinheiro de Castro. Rimette gli sci e torna in pista in occasione dello slalom gigante di Coppa del Mondo di Sölden il 27 ottobre 2024, e nonostante la ruggine conclude al quarto posto. Il primo podio con la nuova nazionalità, sempre in gigante, arriva invece l'8 dicembre a Beaver Creek, dove è secondo.
Tutto passa in secondo piano rispetto al magnifico oro vinto a Milano-Cortina davanti agli svizzeri Marco Odermatt e Loic Meillard, che lo fa entrare di diritto nella storia dello sci, e in Brasile tanti stanno già festeggiando.

