Il 22 giugno è dietro l'angolo. C'è poco tempo allora per tessere trame, preparare trappole e scegliere il successore di Gabriele Gravina presidente del prossimo calcio tutto da rifondare. In queste ore si profilano almeno tre candidature sullo sfondo mentre il ministro Abodi continua a vedere di buon occhio il commissariamento che è la pre-condizione per procedere a un radicale cambiamento del settore. A lavorare per l'elezione diretta fissata per quel lunedì di giugno è sicuramente la Lega serie A guidata da Ezio Simonelli che ha già fissato l'assemblea di categoria, luogo deputato per esprimere ufficialmente il lancio di Giovanni Malagò, cui il presidente del Napoli AdL ha fatto da battistrada. Sono cominciate le grandi manovre anche negli altri settori, in particolare nella lega Dilettanti presieduta da Giancarlo Abete il quale non ha ancora deciso se scendere personalmente in campo. Non ha in simpatia Malagò ma è anche affezionato al proprio ruolo di padre nobile del calcio italiano e quindi, dinanzi al rischio di una frattura e addirittura una mancata elezione per deficit di quorum, potrebbe scegliere la strada di convergere su un candidato non suo. Il terzo incomodo può diventare Demetrio Albertini che ha già corso per la poltrona di presidente ai tempi della sfida con Carlo Tavecchio, persa a favore dell'ex presidente coinvolto poi nel naufragio mondiale con Ventura ct contro la Svezia. Albertini è da sempre vicino all'Assocalciatori di Calcagno, uno dei vice-presidenti dell'ultima gestione, fedele alleato di Gravina e alle prese tra l'altro con la grana del fondo tfr dei calciatori il cui bilancio reclamato a viva voce da alcuni iscritti (portavoce l'ex portiere Emiliano Viviano) non è stato pubblicato.
Se fosse questo lo scenario, cioè tre candidati che si dividono i voti, l'elezione sarebbe tutt'altro che scontata. E allora a quel punto potrebbe scattare, da parte del Coni, la tenaglia del commissariamento legittimato dal voto inutile. In antitesi alla Lega di serie A c'è anche chi starebbe lavorando a una probabile ipotesi di questo tipo. E secondo talune indiscrezioni sarebbe il presidente della Lazio Claudio Lotito, senatore di Forza Italia reduce tra l'altro da una polemica con l'ex premier Matteo Renzi sempre in materia di calcio. Lotito - secondo questa ricostruzione - porterebbe avanti il suggerimento dell'ex presidente della Lega serie A Lorenzo Casini. Evidente che la scelta successiva del ct dipenderà dal voto del 22 giugno. Molti pronostici attribuiscono - per via dell'amicizia personale - la preferenza incentrata su Roberto Mancini da parte di Malagò mentre a Giancarlo Abete viene attribuito l'orientamento favorevole nei confronti di Antonio Conte. Max Allegri, finito nella lista dei papabili, da Milanello si è espresso così: "Sto bene al Milan e voglio giocare la prossima Champions ma per il calcio italiano, c'è da fare un discorso fino al 2034". Come dire: c'è tempo per quella panchina. Piuttosto pare che Conte stesso possa prendere in considerazione l'eventuale proposta riuscendo così a smaltire l'eccesso di stress da una stagione così logorante al pari di AdL il quale potrebbe eventualmente sciogliere il contratto qualora la Figc decidesse di allungare i termini perentori dello stop alle multiproprietà (Napoli e Bari).

