Dilemma Brignone, domani il gigante può essere il suo ultimo ballo

Scritto il 14/02/2026
da Marco Lombardo

Pochi campioni sono riusciti a lasciare al top, Fede potrebbe. Anche mamma Quario lo vorrebbe. Ma la Tigre...

Una festa a Casa Austria, per sfogare tutta la gioia. C'era Federica, c'era suo fratello Davide, ovvero l'uomo ombra del fenomeno. E non è il caso di chiedere cosa sia successo, è solo bello immaginare quanto la vita sia sembrata meravigliosa, 315 giorni dopo.

Missione compiuta, anche lei non sa bene come, neppure il giorno dopo. Eppure basta conoscere la famiglia Brignone-Quario per capire come l'impossibile sia di casa. Resta solo un mistero: e adesso? È difficile fermarsi ora, da campioni come Jacky Stewart o Nico Rosberg, anche loro andavano veloci. Mamma Ninna vorrebbe che Federica smettesse dopo l'ultimo gigante olimpico di domani mattina. Lei risponde che ha 35 anni, "e ancora tanta energia". Deciderà quella gamba martoriata dall'infortunio più incredibile di sempre, che le fa ancora molto male a dispetto dell'oro che luccica al collo. La grandezza è stata avercelo fatto dimenticare.

Ma Federica è Federica: è nata così (l'infermiera disse "urla così tanto, secondo me farà la cantante"), ed è stata così anche nei momenti bui, che ci sono stati anche prima di quel giorno maledetto. Otto anni fa voleva mollare: finiva sempre tra il sesto e il nono posto, parlò con la madre che le rispose "prenditi una pausa", chiese al padre di portarla via dalle piste. Poi, a metà strada, cambiò idea. Per fortuna. E poi, appunto, c'è Davide, tre anni di meno: "Lui era il predestinato - racconta la Quario nel suo libro Due Vite -. Ma si è rotto in vari punti nei modi più assurdi possibili. E quando si è dato al golf, si è pure preso una pallina in testa". Incredibile, no? Il Paperino atleta che diventa il coach della campionessa olimpica, sua sorella: "Il nostro rapporto è sempre stato stretto racconta lei orgogliosa -: ricordo ancora quando mi inseguiva con un trenino nel parchetto di Milano". Sì, perché Federica ha vissuto lì, per sei anni, prima di diventare la tigre di La Salle.

La storia poi è nota: Davide entra nel team stipendiato da Federica, perché la Federazione non lo voleva ("Se dovessimo dire di sì a tutte le atlete"). E lei alla prima gara torna a vincere. Così oggi lui, durante il recupero miracoloso, da tecnico della Fisi si è messo a seguire le Brignone di domani. Aspettandola, incitandola, sostenendola. La vita è strana: in Tv gira lo spot che racconta la storia di una resurrezione sportiva tramite i sogni di una bambina, e le immagini di Fede sulla neve sono state girate due giorni prima del crac. E poi appunto quella gara: "Inutile? Certo che no: mi sentivo in debito con gli organizzatori e perché quando ero giovane campionesse come Karbon e Moelgg venivano sempre per regalarci un giorno da grandi".

Insomma, chissà cosa succederà ancora in questa Olimpiade: oggi c'è il gigante maschile a Bormio (ore 10 e 13.30 le manche), domani per Federica sarà l'ultimo a cinque cerchi. E poi chissà cosa accadrà dopo: qualunque cosa sia, grazie.