Le lacrime di Malinin: cosa è successo al fenomeno del pattinaggio sul ghiaccio

Scritto il 14/02/2026
da Alessandro Ferro

Il 21enne americano è caduto due volte nel corso della finale del pattinaggio di figura scivolando clamorosamente all’ottavo posto. “Sto cercando di capire cosa sia successo”

Sarebbe troppo facile e severo scrivere “dalle stelle alle stalle” ricordando il celebre detto italiano ma è quanto avvenuto al celebre pattinatore sul ghiaccio americano Ilia Malinin, il più forte per distacco nella disciplina del pattinaggio di figura e con la medaglia d’oro a portata di mano. Il finale, invece, è amarissimo: ottavo posto e lacrime di disperazione. A vincere, e con merito, è stato il kazako Shaidorov che ha pattinato in modo brillante e potrebbe essere il rivale numero uno di Malinin per gli anni a venire.

Cosa è successo

Arrivato primo con 108.16 punti nel “Programma corto” di martedì, con cinque punti di distacco sul secondo e sei sul terzo, poteva perdere solo Malinin la medaglia più preziosa e così è avvenuto nel corso del “Programma libero” di venerdì 13 febbraio. La “tensione olimpica” descritta in diretta tv dagli addetti ai lavori ha avuto la meglio: l’atleta cade più volte e sbaglia anche il “quadruplo axel” che in allenamento esegue a occhi chiusi.

Insomma, la serata della grande consacrazione dopo aver dominato le scene mondiali negli ultimi tre anni si è conclusa nel modo peggiore, ottavo, senza nemmeno la soddisfazione di arrivare sul podio. Malinin ha iniziato bene, guadagnando più di 15 punti con il suo quadruplo salto mortale ma poi ecco gli errori: silenzio irreale tra le quasi 10mila persone del Palaghiaccio di Milano ai primi errori dell’americano e le due cadute sul ghiaccio nel corso della sua esibizione. Alla fine, per lui arrivano soltanto 156.33 punti.

La disperazione di Malinin

Sicuramente si tratta della peggiore serata nella carriera del giovane 21enne nato in Virigina che, ovviamente, avrà tutto il tempo per rifarsi con gli interessi. A Milano-Cortina, però, è successo il disastro, un patatrac difficilmente ipotizzabile da chi conosce bene questo atleta così forte e talentuoso ai limiti dell’impeccabile.

“Non è una sensazione piacevole e, onestamente, sto ancora cercando di capire cosa sia successo - dichiara incredulo nel dopo gara - È andata così, non posso cambiare il risultato, la mia vita ha conosciuto molti alti e bassi. Prima ancora di prendere la posa di partenza è stato tutto così opprimente che, onestamente, non sapevo come gestire quei momenti. Non mi ha necessariamente destabilizzato, penso che sapessi di poter avere un programma che non fosse perfetto ma credo che qualcosa non andasse, e non so esattamente cosa fosse”.