Il 2 Giugno secondo Salis: un pride inclusivo con carri e fiori

Scritto il 04/06/2026
da Francesca Albergotti

Sarebbe interessante capire che mood avrebbe in mente la Salis per la nuova celebrazione

Era da un po' che non si sentivano i fulgidi suggerimenti della maestrina progressista che grazie, davvero grazie, ai "fratonelli" ci rappresenta sui comodi scranni della Ue. Meno male che c'è lei, che di fronte allo schieramento delle forze armate che celebrano il 2 giugno offrendosi come garanti della sovranità popolare e dell'Unità Nazionale sancite dalla Costituzione "più bella del mondo-la difenderemo" ha avuto un'intuizione necessaria: "In un'epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico". Purtroppo non si dilunga, perché sarebbe interessante capire che mood avrebbe in mente la Salis per la nuova celebrazione. Magari una sorta di pride con carri a tema "Costituzione" e Mattarella per una volta senza cravatta che saluta dal baroccio, oppure una bella manifestazione con cantanti e attori selezionati per la loro partecipazione attiva e consapevole alla vita del nostro paese che potrebbero esibirsi come "difensori della Patria". La corona d'alloro sostituita da grandi mazzi di margherite con il sottofondo di "Imagine" che si diffonde attraverso i Fori Imperiali. Tante bandierine e occhei le frecce non "tricolore" ma con una scia di fumo multicolor allegoria di inclusività e integrazione. Nessuna esibizione di armamenti, per carità niente penne da gallo di bersaglieri o cavalli lasciati a ciondolare sotto al sole, poveri animali. La manifestazione simbolo della sottomissione delle armi alla democrazia, quella che onora sull'altare della patria coloro che nell'adempimento all'articolo 52 della Costituzione che dispone "la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino" deve trasformarsi, suggerisce la Salis. Perché quelli della parata di ieri non erano i veri simboli del servizio al paese e alla sua difesa. Infatti quelli veri, i fratonelli e lei e altri, son rimasti a casa. Sul divano di poltrone e sofà.