Salvini blinda le stazioni. "C'è troppa gentaglia"

Scritto il 25/06/2026
da Michel Dessì

Il ministro annuncia la "militarizzazione" con più agenti e 1.700 vigilantes: "Chi teme i controlli? Non certo i cittadini perbene"

Arriva l'esercito di Salvini (nella foto sotto). E no, non stiamo parlando dei militanti in camicia verde, ma dei vigilanti di Trenitalia. "FS Security", così si chiamano quegli uomini e quelle donne con il gilet blu scuro e lo sguardo serio. Quasi arrabbiato, tanto da mettere "paura". Sono determinati a far rispettare le regole, a rendere le stazioni più sicure. Pare ci stiano riuscendo. Certo, non sono la polizia di Stato, ma il loro sporco lavoro lo fanno. E anche bene. A dirlo sono i numeri. Da quando ci sono loro si registrano il 47% in meno di aggressioni al personale delle Ferrovie dello Stato, 46% in meno di furti nelle stazioni nel 2026 rispetto al 2025. Numeri confortanti, soprattutto per chi viaggia. "FS Security e le Forze dell'Ordine stanno facendo un ottimo lavoro, i dati parlano chiaro. Questo deve essere un punto di partenza, non di arrivo" ci dice Matteo Salvini, interpellato da noi de il Giornale. Tutto grazie a 1.348 unità di FS Security, uno "strumento fortemente voluto dal ministro Salvini" dicono dalle Ferrovie. Numeri incoraggianti, ma che possono e devono ancora migliorare secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è al lavoro per "militarizzare" e liberare le principali stazioni italiane. Come? Portando l'organico di FS Security a 1.700 unità. Stiamo parlando di 352 uomini e donne in più, a servizio dei passeggeri. A presidio degli scali. Non solo, Ferrovie dello Stato ci fa sapere di aver schierato anche un migliaio di guardie giurate al giorno per servizi speciali di sorveglianza per 600 asset ferroviari. Presidiati soprattutto gallerie commerciali e stazioni ritmiche di provincia. Uomini che si aggiungono ai 1348 di FS Security, coordinati e pagati da FS. "C'è ancora troppa gentaglia in giro, serve controllare metro per metro le stazioni", ci dice il leader della Lega. E a chi polemizza sui termini e sulla sicurezza come risponde? chiediamo al ministro "Chi ha paura di una divisa? Chi teme un controllo dei documenti? Chi si scandalizza per un agente dotato di taser per fermare spacciatori e delinquenti? Di certo non i cittadini perbene" afferma perentorio. Sicuramente è un presidio necessario per far sentire gli utenti tranquilli, al sicuro. "La sicurezza è una priorità assoluta: serve proseguire il percorso, militarizzare, presidiare e liberare le nostre stazioni da delinquenti, violenti e maranza. Tolleranza zero".

Ne è convinto Matteo Salvini, una presenza necessaria per dare più sicurezza. Un tema da sempre caro alla Lega che, in questi giorni, si sta concentrando particolarmente su questi temi. "Bisogna dare risposte" dicono i leghisti, e l'unico modo per loro resta quello di occupare la casella del Viminale. Nonostante l'ottimo lavoro di Matteo Piantedosi. Matteo Salvini continua a ripetere che sta bene dove sta, al ministero di Piazzale di Porta Pia, ma nulla è escluso. La Lega, intanto, si muove all'unisono proprio sulla sicurezza. Il ministero dell'Interno ha stanziato ben 1,5 milioni di euro per 60 Comuni costieri italiani. Ogni Comune beneficiario potrà ottenere un contributo pari a 25.000 euro per realizzare interventi finalizzati a rafforzare la sicurezza urbana durante la stagione estiva e non solo. I fondi serviranno anche ad assumere agenti di Polizia locale a tempo indeterminato.

Temi trattati al tavolo di coordinamento che, però, non ha ancora trovato una sintesi. "Una riunione non basta" dicono dalla Lega. Il prossimo incontro è già fissato: lunedì primo luglio alle 18.30, sempre da remoto. È per queste ragioni che il segretario federale ha deciso di rimandare il ritiro di Treviso previsto per il 4 e 5 luglio. C'è chi dice che i leghisti del nord siano "scontenti" e chi, invece, afferma sicuro "non c'è tempo per presentare le proposte programmatiche del partito ai parlamentari, credo che il ritiro ci sarà a fine luglio".