C'è posta per Elly

Scritto il 14/02/2026
da Tommaso Cerno

Cara Elly, la redazione de il Giornale ti omaggia di un abbonamento cartaceo e online al quotidiano fondato nel 1974 da Indro Montanelli. Lo fa perché da ieri pensa che potrebbe esserti utile. Una buona lettura, fra una carica di molotov alle Olimpiadi e una guerriglia di piazza a Torino o in Valsusa. Sarebbe servita, ad esempio, per conoscere meglio l'indole, la biografia e il carnet di medaglie del procuratore Nicola Gratteri. Un accusatore nerboruto, prototipo stesso del mastino che insegue la sua preda. Uno che, pur di spararla più grossa dei già fantasiosi interpreti del No al referendum sulla giustizia, che stanno snocciolando una litania di fake news da far impallidire un terrapiattista di Scientology,

è capace di dare del criminale o del massone a giuristi del calibro di Sabino Cassese. Gente che - con tutto il rispetto per la carriera del togato calabrese - può farsi gli origami con le sue interpretazioni del diritto penale. Insomma, se fra un Gay Pride e una gita a Ventotene la sinistra, che un tempo fu socialista e democratica, tornasse sulla Terra di Vassalli che questa riforma invocava e la smettesse di falsificare le interviste di Falcone sui giudici e i pm, si renderebbe conto di avere confuso per un testimonial del No il più grande amico del Sì. Un po' come ha fatto con Francesca Albanese per Gaza, con Soumahoro per i migranti e via discorrendo. Da noi italiani qualunque, gente che ha rispetto dei giudici che fanno

di mestiere il giudice e non l'ideologo della sinistra, non può che venire un grazie. I Dem hanno, in effetti, messo in campo il miglior cantore della riforma, quasi meglio di Carlo Nordio, collega del pm Gratteri che, come il Guardasigilli, senza peli sulla lingua, ci ha mostrato la rabbia con cui oggi chi di mestiere dovrebbe costruire ipotesi di accusa, nella pratica, spara sentenze. L'abbonamento al Giornale è già attivo.