Si sfila sulla patrimoniale e vuole rilanciare sulla sicurezza. Giuseppe Conte, complice l'accelerazione del centrodestra sulla legge elettorale con l'indicazione del candidato premier nel programma, guarda alle primarie e punta a differenziarsi da quella che sembra la sua competitor più diretta nella probabile sfida dei gazebo interna al campo largo, ovvero Elly Schlein. La piattaforma per provare a battere la segretaria del Pd ha due facce. Più radicale sulla politica estera, "moderato" su fisco e sicurezza. E, così, Conte prosegue nel suo tour tra i talk show e iniziative in tutta Italia, non mancando di marcare le distanze dal Pd. In un'inedita convergenza involontaria con Matteo Renzi, anche il M5s ha frenato sulla patrimoniale. La tassa, auspicata da Avs con l'apertura di Schlein, non ha mai convinto l'ex premier, che resta sempre determinato a tornare a Palazzo Chigi. "Noi non siamo mai stati favorevoli alla patrimoniale, ma vogliamo tassare gli extraprofitti", è il refrain nel gruppo parlamentare pentastellato, ribadito ieri da Conte. Che è poi la linea tradizionale dell'ex premier. Esplicitata, ovviamente con accenti diversi rispetto al no secco di Italia Viva, qualche giorno fa da Vittoria Baldino, che di Conte è una delle vice nell'organigramma del partito. "No, la patrimoniale non c'è. È solo fumo negli occhi agitato dalla destra. Noi abbiamo tantissime idee per redistribuire la ricchezza", ha detto la deputata. "Io ho fatto il presidente del Consiglio in due governi diversi, non ho mai messo una patrimoniale, va messa una tassa sugli extraprofitti di chi, a spese della popolazione, si ingrassa al di fuori della logica di mercato", aveva detto l'ex premier nella sua ultima ospitata a 4 di Sera, su Rete 4. Insomma, "una patrimoniale non è all'ordine del giorno", è la linea dei Cinque Stelle. Che fa il paio con le riflessioni, all'interno del Movimento, all'indomani della sconfitta del campo largo alle comunali, sul tema della sicurezza.
L'approccio, in vista della campagna elettorale per le politiche, ma soprattutto in ottica primarie, per fare il controcanto al Pd a trazione Schlein, deve essere "pragmatico e non ideologico". Fare le pulci al centrodestra, quindi. Ma senza tralasciare l'importanza del dossier. Come ammesso dallo stesso presidente dei post-grillini dopo il rovescio di Venezia e i risultati deludenti del partito in molte città: "Il M5s si impegnerà molto di più sul bisogno di sicurezza dei cittadini gestendo i flussi migratori e l'integrazione". Da qui alle primarie c'è da scommettere che queste non saranno le ultime dichiarazioni sulla questione. Intanto, nel M5s, tra deroghe e big in campo grazie al terzo mandato, si prevede una "rivoluzione" anche nelle liste delle prossime politiche.

