Mulè ironizza sulle parole di Gratteri

Scritto il 14/02/2026
da Francesco Curridori

Il vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, responsabile della campagna referendaria per il Sì di Forza Italia, replica con ironia alla boutade di Gratteri

“Per dare continuità e senso alle parole del procuratore Gratteri sarà fatto divieto di votare per non inquinare il voto referendario, ad abitanti di diversi paesi”. Esordisce così il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, responsabile della campagna referendaria per il Sì del movimento azzurro in un video diffuso sui canali social del partito. Mulè, dunque, elenca alcune città “i cui nomi - come si legge nella didascalia del post - alimentano inquietanti sospetti…”.

L’ironia del vice presidente della Camera è caustica: “Cominciamo da Pizzo perché - spiega Mulè - alcune sono evidenti le connessioni con gruppi di estorsori, gli abitanti di Bomba perché sono in naturale continuità con la loggia P2”.

E ancora: “Gli abitanti di Strangolagalli perché certamente sono dediti agli omicidi. Gli abitanti di Rottofreno perché dei sabotatori, di Monopoli perché sicuramente un centro di affaristi e di Portocannoni per le naturali connessioni con i gruppi di traffico internazionale di stupefacenti”. Il responsabile della campagna referendaria per il Sì conclude riferendosi nuovamente alle parole di Nicola Gratteri secondo cui “le persone perbene” voteranno No, mentre i delinquenti opteranno per il sì alla riforma della giustizia: “Insomma, prendiamola a ridere perché altrimenti c'è solo da piangere…”.

Anche Augusto Barbera, ex presidente della Corte Costituzionale e deputato di sinistra per più di 10 anni, in un video diffuso sui canali social del ‘Comitato si riforma’, proprio oggi ha replicato alle parole del procuratore Gratteri dicendo:“All'interno di questo clima si è inserito anche la dichiarazione indecente del procuratore Gratteri che, con tono che potrebbe anche essere ai limiti dell'eversione, ha tentato di dividere i cittadini italiani, elettori italiani, indagati o non indagati, imputati o non imputati, massoni o non massoni”.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, invece, è intervenuto sul documento sottoscritto da alcuni componenti del Csm in difesa del Procuratore della Repubblica di Napoli: "Nel suo documento sul caso Gratteri, il Consiglio superiore della magistratura - ha detto il ministro - è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto".