L’Onu deve rimuovere Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale Onu per i territori palestinesi. Dopo Italia, Francia e Germania, anche la Repubblica Ceca ha chiesto le dimissioni. Nel Parlamento italiano, si muovono le forze politiche. Fratelli d’Italia ha lanciato una raccolta firme. «Ha superato ogni limite ed è diventata motivo di imbarazzo», scrive via social il partito di via della Scrofa. «Firma anche tu - continua Fdi per chiedere la revoca immediata del suo mandato all'Onu». La Lega, invece, ha scelto un atto formale: il partito di Matteo Salvini ha presentato una risoluzione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce che è «inevitabile» chiedere le dimissioni della relatice.
Immediato il soccorso rosso della sinistra. Il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni spalleggia l’iniziativa di The Left, gruppo parlamentare Ue, che ha espresso sostegno all’Albanese. «Devono smettere di prendere di mira gli esperti delle Nazioni Unite, - annota Fratoianni - dovrebbero invece proteggere l'indipendenza delle Nazioni Unite». Ma le mosse dell’Albanese rendono la sua posizione indifendibile. L’italiana è accusata da più istituzioni e soggetti politici di aver definito Israele «nemico comune dell’umanità». Parole sotto accusa e pronunciate in una circostanza particolare: un forum di Al Jazeera. Era il 7 febbraio e a quell’iniziativa, con la Albanese, hanno partecipato anche il ministro degli Esteri iraniano e il capo di Hamas all'Estero Khaled Meshaal. Alleanza Verdi-Sinistra, il partito guidato proprio da Fratoianni e da Angelo Bonelli, non ha mai smentito la possibilità di candidare la Albanese alle elezioni politiche del 2027. La giurista sarebbe più che tentata dal salto in politica.
Certo, la donna nata ad Ariano Irpino non si è attirata troppe simpatie istituzionali. Anche la Repubblica Ceca, come premesso, si è unita alle nazioni che chiedono il passo indietro della relatrice Onu.

