"Ho l'onore di guidare una nazione che ha nel suo dna caratteristiche che storicamente la rendono un partner rispettato: la propensione al dialogo, la capacità di discussione, il rispetto per gli altri prima di ogni cosa. Una nazione che ha costruito parte della sua identità e della sua politica estera sul profondo significato di una parola, che in un mondo instabile e imprevedibile come il nostro, può essere la chiave per tracciare la rotta: la parola è cooperazione". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo all'assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana, ad Addis Abeba. "L'Italia e l'Europa non possono pensare al futuro senza prendere l'Africa nella giusta considerazione, perché il nostro futuro dipende dal vostro".
"È un grande onore per me essere qui con voi oggi" e "voglio ringraziare" per "questa storica opportunità offerta all'Italia", "l'invito a partecipare all'Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana, il forum in cui questa organizzazione discute delle sue scelte politiche fondamentali e determina la direzione strategica del continente è un riconoscimento che può solo rendere l'Italia orgogliosa e che l'Italia accetta con rispetto e senso di responsabilità. È una dimostrazione di fiducia che non deluderemo", ha aggiunto la presidente del Consiglio. "L'Italia intende continuare a essere un ponte privilegiato tra l'Europa e Africa", ha continuato la premier. "La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo in una relazione fra pari, in cui le specificità di ciascuno sono indispensabili per raggiungere un obiettivo comune. Se guardi qualcuno dall'alto in basso non puoi cooperare con loro, se vuoi saccheggiare le loro risorse non stai cooperando con loro, persino se vuoi fare la carità non puoi chiamarla cooperazione. La cooperazione è un'altra cosa e quello che vuole fare l'Italia è cooperare".
"Non concepiamo il Piano Mattei come un piano italiano per l'Africa, ma come il contributo dell'Italia alla vostra agenda, con un'attenzione particolare quest'anno ai progetti legati all'acqua". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, al termine del secondo vertice Italia-Africa, ad Addis Abeba. "Si tratta di una piattaforma aperta per mettere il nostro know how, le nostre tecnologie e i nostri investimenti al servizio degli obiettivi che l'Unione africana ha delineato nell'Agenda 2063, a partire - ha sottolineato la premier - dalla creazione di un'area di libero scambio continentale integrata e prospera. È un obiettivo ambizioso, che sosteniamo e che richiederà interconnessioni economiche efficienti, sicure e rapide per essere realizzato. Come il Corridoio di Lobito, la dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali e avvicinerà persone, idee ed economie. Un progetto strategico che vede l'Italia in prima linea insieme agli Stati Uniti e all'Unione europea".
Per "costruire un'Africa veramente libera e capace di determinare il proprio destino" è "cruciale affrontare la questione del debito" e "abbiamo voluto tracciare una rotta anche su questo tema", ha affermato la premier. "L'Italia ha deciso di lanciare un ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani, che prevede, tra i punti principali, la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti, e il rafforzamento del contributo ai fondi Ida della Banca Mondiale - ha sottolineato il presidente del Consiglio -. Allo stesso modo, abbiamo introdotto specifiche clausole di sospensione del debito nei nostri prestiti bilaterali, consentendo ai Paesi africani colpiti da eventi climatici estremi di liberare spazio fiscale per sostenere le proprie popolazioni e ricostruire le infrastrutture essenziali". Per Meloni, "sono scelte fondate sulla giustizia e sulla responsabilità, fondamentali per liberare risorse vitali per lo sviluppo e per garantire pace e prosperità, anche nelle aree del continente oggi più colpite da instabilità, insicurezza e gravi crisi umanitarie, come il vicino Sudan e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo".
"È chiaro che, per garantire il diritto a non dover emigrare, è necessario offrire opportunità concrete di formazione e lavoro, valorizzare il capitale umano e migliorare la qualità dell'istruzione, investire nelle competenze e nei sistemi educativi, creare partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori", ha spiegato Meloni. "Questa è la nostra missione, che si sta traducendo nelle numerose iniziative che l'Italia sta promuovendo, anche insieme all'Unione africana. E ciò che vorrei vedere oggi, in questo luogo solenne dedicato a un altro grande figlio di un'Africa libera e orgogliosa, Nelson Mandela, è una grande alleanza tra noi per mettere formazione, ricerca, università e innovazione al centro del nostro impegno comune. Un'alleanza volta non a sottrarre talenti, ma a moltiplicarli, costruendo un modello di sviluppo che rispetti le persone e valorizzi le diverse identità".
"Si dice spesso, nelle tante analisi dei tempi difficili e complessi che stiamo vivendo, che la Storia abbia ripreso a correre. È vero. E io credo che oggi stia correndo qui. L'Africa non è un capitolo marginale di questa Storia, tutt'altro, e chi non comprende questo scenario rischia di restare indietro. Ma chi lo comprende vede la realtà: un continente con mille peculiarità e mille esigenze, talvolta molto diverse tra loro. Un continente ricco di risorse, materie prime e terre coltivabili, che può contare su una forza decisiva nell'era della conoscenza: il capitale umano", ha aggiunto. "Per questo l'Italia ha concentrato gran parte delle proprie energie su progetti di formazione per i giovani, anche nel campo dell'Intelligenza artificiale".

