"Jet Usa da Roma contro l'Iran". Rutte, la fake e il vertice con Trump

Scritto il 25/06/2026
da Fausto Biloslavo

Nuovo "siluro" del segretario contro l'Europa: 500 voli partiti dalle basi in Italia. Ma erano azioni logistiche. L'ambasciatore americano Fertitta: "Meloni eccellente"

Nuovo "siluro" al governo italiano, dopo le trumpate contro Giorgia Meloni, facendo pensare che si tratta del contrario. Questa volta è il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a fornire su un piatto d'argento l'assist all'opposizione nostrana straparlando in un'intervista a Fox news, la tv Usa più filo Trump. I paesi europei dell'Alleanza atlantica "hanno reso disponibili le loro basi alleato dopo alleato" per la guerra in Iran. Il segretario generale parla di 4000-5000 voli militari Usa partiti dall'Europa. Poi cita solo la Romania e il nostro paese: "Se prendi per esempio l'Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi statunitensi in Italia per sostenere Epic Fury (l'operazione contro la Repubblica islamica, nda). Una cosa imponente". E Fox su questa parole manda in onda ad hoc una foto di Trump con Meloni. Rutte rivela che la Romania ha ridotto il traffico commerciale per fare spazio agli aerei cisterna americani.

E afferma anche di essere "pienamente d'accordo" con la strategia di Trump sull'Iran riconoscendo al presidente Usa il merito di avere reso la Nato "più forte" e gli Usa più sicuri. Il segretario generale sostiene nell'intervista che comprende "totalmente" la delusione del presidente americano nei confronti dell'Alleanza, ma la Nato avrebbe fatto la sua parte aiutando lo sforzo bellico. Peccato che l'alleanza non sia mai stata in guerra con l'Iran. Rutte, noto come "megafono" di Trump, chiamando "daddy" (paparino) l'inquilino della Casa Bianca, ieri a Washington ha visto il tycoon che è tornato all'attacco: "Sono deluso Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia. Ci hanno mollato, sarebbe stato carino se avessero offerto il loro aiuto". Rutte aggiunge: "Si vedono ora importanti alleati europei (compresa l'Italia nda) che pre-posizionano le proprie risorse vicino allo Stretto per lo sminamento". Gli americani negli ultimi giorni stanno insistendo sui cacciamine. Al momento la bonifica è affidata al naviglio privato, ma l'Europa vuole il via libera anche dall'Iran.

Il furbetto Rutte ha fatto finta di non sapere che le attività autorizzate dalle basi americane in Italia sono solo "tecniche e logistiche" come ha subito sottolineato il ministro della Difesa, Guido Crosetto e "non cinetiche". Ovvero con bombardieri che partono da Aviano o Sigonella per colpire direttamente l'Iran, possibili solo con un'espressa autorizzazione del governo. Quando ci hanno provato a Sigonella abbiamo detto di no. I 500 voli citati da Rutte riguardavano trasporti di materiale, logistici, aerei cisterna o radar, che poi atterrano nella basi per iniziare le operazioni. Il portavoce dell'Alleanza, Allison Hart, ha specificato che si riferiva "al supporto logistico o tecnico", ma il "siluro" era già andato a segno.

Facendo rumore, nonostante l'ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta abbia assicurato: "Posso confermare che abbiamo un accordo bilaterale con l'Italia da decenni, in base al quale ci sosteniamo a vicenda, e ho sempre visto entrambe le parti rispettare i propri impegni. Da Meloni un lavoro eccellente". La Nato è composta da 32 nazioni e Rutte se chiama in causa l'Italia, o qualsiasi altro paese, dovrebbe coordinarsi con il ministro della Difesa alleato, che ha risposto in maniera piccata. "Un segretario del genere dovrebbe dimettersi", è l'opinione di ambienti militari. I "siluri" all'Italia e altre sparate di Trump contro gli europei, non partono a caso due settimane prima del vertice Nato di Ankara, che si prevede "esplosivo". Non c'è in ballo solo il 5% del Pil per la Nato "ordinato" da Trump (che ha ipotizzato di fornire a Erdogan gli F35), ma la postura stessa dell'Alleanza con le minacce americane di ritirare le truppe dall'Europa e il bubbone dell'Ucraina ("Zelensky è coraggioso, sta facendo bene", ha detto ieri Trump). Non solo: è trapelata la notizia che Chris Donahue, comandante delle truppe Usa in Europa annuncerà a breve le sue dimissioni, ultima vittima delle purghe del segretario del Pentagono, Pete Hegseth. "Donahue è molto stimato e ha sempre parlato chiaro - spiega una fonte militare del Giornale - Ennesimo segnale delle turbolenze in vista del vertice Nato".