Vertice Italia-Francia, Macron: "Noi partner naturali". Meloni: "Siamo due grandi nazioni con interessi convergenti"

Scritto il 25/06/2026
da Redazione web

Macron ha accolto Meloni con una battuta. Prima del vertice la visita al Museo Picasso. La premier: "A volte non siamo d'accordo ma mai relazioni glaciali con Macron"

Il presidente francese Emmanuel Macron accoglie Giorgia Meloni con una battuta, mentre le riserva baci, abbracci e le stringe la mano, sul piazzale antistante il Museo Picasso di Antibes. "Giorgia, da quanto non ci vediamo...". La presidente del Consiglio è giunta con qualche minuto di ritardo rispetto all'orario previsto. L'incontro tra i due leader è in programma oggi sulla Costa Azzurra, in occasione del 36° vertice Italia-Francia: dopo la tappa al museo, il summit proseguirà presso Villa Eilenroc, a Cap d'Antibes. Alla visita - condotta dal curatore Jean-Louis Andral - sono presenti anche i ministri della Cultura dei due paesi, Alessandro Giuli e Catherine Pégard, in rappresentanza delle rispettive delegazioni ministeriali al vertice intergovernativo. Al momento dei saluti, i due non hanno rinunciato alle battute: il riferimento ironico di Macron al lungo tempo trascorso dall'ultimo incontro è in realtà un gioco sul ritmo serrato degli ultimi appuntamenti, visto che i due si sono già visti ieri a Berlino, per il vertice E5, e nella settimana precedente sia al G7 di Evian sia al Consiglio europeo di Bruxelles. Ad attendere Meloni anche un piccolo gruppo di turisti - tra cui diversi italiani - che l'ha salutata davanti all'ingresso del museo con applausi e qualche coro "Giorgia, Giorgia".

Il vertice intergovernativo è iniziato a Villa Eilenroc dopo la visita al Museo Picasso. La villa sorge all'estremità di Cap d'Antibes su un'area di undici ettari: dimora simbolo del lusso e del raffinato stile di vita della Belle Époque, fu progettata nel 1867 dall'architetto Charles Garnier, celebre per aver firmato l'Opéra di Parigi e il Casinò di Monte Carlo.

Tutti i temi sul tavolo del vertice

L'idea del lancio di una coalizione post-Unifil in Libano, un chiarimento sulla guerra in Iran dopo la "ricostruzione entusiastica e semplicistica" del segretario generale della Nato Mark Rutte e la spinta per un ruolo dell'Ue in vista del processo di costruzione di una "pace giusta e duratura" in Ucraina. I dossier internazionali tengono banco in occasione del 36esimo vertice Italia-Francia, che si svolge alla Villa Eilenroc di Antibes, a picco sul mare. La premier Giorgia Meloni tiene il punto sulle questioni più calde. Lo fa incontrando per la prima volta nell'ambito di un summit bilaterale di alto livello il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, con nove ministri per ognuna delle due delegazioni, dalla firma del Trattato del Quirinale del 2021.

Sono sette gli accordi intergovernativi scambiati, ad ampio spettro: dal cronoprogramma di Difesa 2026-2031 all'intesa sulla creazione di una 'Squadra mista' sul contrasto all'immigrazione clandestina, passando per lo spazio, l'agricoltura, la cultura e i trasporti. "E' necessario garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza", dice la presidente del Consiglio con riferimento al Paese dei cedri. Italia e Francia hanno preso la decisione di lanciare - spiega - "una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil", valutando anche "presto una conferenza internazionale per l'avvio dell'iniziativa". A farle eco è l'inquilino dell'Eliseo: "Per il Libano, la Francia e l'Italia hanno un ruolo particolare, perché entrambe contribuiscono all'Unifil e insieme al presidente" Meloni "vogliamo lanciare una coalizione su un meccanismo post-Unifil, naturalmente in collaborazione con l'Unione europea e le Nazioni Unite, per rafforzare la sovranità in Libano ed evitare che il suo territorio diventi il punto di partenza di una nuova escalation regionale".

Ma l'appuntamento in Costa Azzurra è anche un'occasione per la premier per specificare la propria posizione sul conflitto in Iran, dopo le polemica scoppiata con le parole di Rutte. "Noi non abbiamo mai partecipato al conflitto. Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento, come del resto lo stesso Rutte ha confermato anche dallo Studio Ovale". "Il segretario generale" della Nato "nella sua entusiastica ricostruzione - è la stilettata - ha messo insieme cose diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati e lui stesso ha corretto e puntualizzato". E ancora: "Il ministro Antonio Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano. Mi pare che si sia compreso che c'è stata da questo punto di vista un'incomprensione. Non so dire questa semplicistica ricostruzione come sia emersa", ma "credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie".

Insomma, la premier si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Lo fa anche quando viene sollecitata sul rapporto con Macron, costellato nel corso di questi anni anche da tensioni sull'asse Roma-Parigi, una delle ultime dopo l'omicidio a Lione dello scorso febbraio dell'attivista Quentin Deranque. Meloni chiarisce: "Per quello che riguarda le nostre relazioni, io mi sono un pò divertita di tutti i retroscena che si facevano sulle nostre relazioni. Siamo due persone che difendono il loro interesse nazionale, ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede chiaramente franchezza anche quando non si è d'accordo" - "ci sono state delle volte" in cui ciò è accaduto - "e richiede capacità di cooperazione quando si è d'accordo". Quindi, specifica: "Le nostre relazioni non sono state glaciali", ma "tra persone serie che parlano di politica".

In ogni caso, sia da Macron sia da Meloni arrivano parole chiare sul livello delle relazioni bilaterali. "Senza Italia e Francia, l'Europa e l'Occidente non sarebbero quello che sono. Noi siamo due grandi nazioni fondatrici dell'Unione europea con interessi convergenti in moltissimi campi", dice la presidente del Consiglio. E, dal canto suo, il 'padrone di casà commenta: "Francia e Italia sono partner naturali e indispensabili", che "condividono interessi e progetti comuni" e il vertice dimostra "la solidità della partnership".Non manca poi una domanda su Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, condannata in primo grado per appropriazione indebita di fondi pubblici, in vista della corsa all'Eliseo con le elezioni presidenziali in programma nel 2027. A tal proposito, l'inquilina di Palazzo Chigi sottolinea: "Ho rispetto di Marine Le Pen come ho rispetto di chiunque abbia il consenso dei cittadini, perché la democrazia funziona così. Sono una persona che non crede automaticamente a tutto quello che legge, perché ricordo che cosa veniva scritto su di me prima che io diventassi presidente del Consiglio". Poi la stoccata: "E posso dire che in ogni caso non penso di essere nella condizione di poter dire ai francesi cosa sia meglio per il loro futuro e per loro, perché io non ho gradito quando è stato fatto nei miei confronti e nei confronti degli italiani".

Tajani e Barrot lanciano il programma "Giovani talenti"

Nel quadro del Vertice bilaterale tra Francia e Italia, i ministri degli Esteri Antonio Tajani e Jean-Noel Barrot hanno annunciato l’istituzione del programma “Giovani Talenti”, finalizzato a individuare e mettere in rete donne e uomini che abbiano già dimostrato percorsi di eccellenza e siano destinati a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo delle relazioni italo-francesi. Lo rende noto la Farnesina.

Il programma, la cui prima edizione si terrà nel 2027, riunirà ogni anno una ventina di donne e uomini di età inferiore ai 40 anni, impegnati nei settori politico, economico, culturale, scientifico, della comunicazione e associativo, accomunati dall’impegno a promuovere, rinnovare e trasmettere l’amicizia tra Francia e Italia. I giovani parteciperanno a un programma ambizioso, che si svolgerà alternativamente in Francia e in Italia, e consentirà loro di confrontarsi su tematiche cruciali per il futuro, approfondire la comprensione dei punti di vista francesi e italiani, incontrare personalità di grande ispirazione e creare legami destinati a consolidarsi nel corso degli anni. Un elemento qualificante riguarda il coinvolgimento di un think tank come struttura portante del progetto: da parte italiana è stata indicata la Luiss - tramite il suo Center for Strategic Studies (Ciss) - come ente di riferimento.

L’iniziativa, finanziata dai ministeri degli Affari Esteri italiano e francese e dal gruppo Kering, mira a rafforzare il dialogo e la cooperazione tra le nuove generazioni italiane e francesi. L’obiettivo è strutturare una rete stabile e dinamica, capace di alimentare e approfondire la riflessione sulle principali questioni strategiche del nostro tempo e favorire la nascita di sinergie in grado di rafforzare la relazione bilaterale, contribuendo ad affrontare le sfide contemporanee.

Firmata l'intesa per il controllo delle frontiere

Una intesa che consolida l'azione delle Brigate Miste italo-francesi che controllano le frontiere comuni tra i due Paesi per contrastare l'immigrazione clandestina e la criminalità transfrontaliera è stata firmata dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il suo omologo francese Laurent Nunez oggi ad Antibes, nell'ambito del vertice intergovernativo Italia-Francia. I ministri Piantedosi e Nunez - informa una nota - hanno anche avuto un incontro bilaterale: al centro del colloquio il tema della proficua cooperazione di polizia, le politiche migratorie comuni e il controllo delle frontiere esterne dell'Europa. I ministri hanno concordato sull'importanza di continuare a lavorare insieme, anche nel formato trilaterale con la Germania, per l'attuazione delle nuove regole europee del Patto Migrazione e Asilo.