La rivincita dell'Europa

Scritto il 14/02/2026
da Francesco De Remigis

Da Merz uno schiaffo all’America. "Tra noi si è aperta una frattura". Il cancelliere: "La lotta culturale del movimento Maga non è la nostra". E Macron: "Crediamo in noi stessi, serve un’Europa più forte". Starmer lancia acquisti comuni sulla Difesa occidentale

Se nel Castello belga di Alden Biesen è stata la crescita economica a dominare le discussioni, con i leader europei in cerca di concordia per rilanciare l'industria continentale, ieri dalla Conferenza di Monaco sulla sicurezza è arrivata una sferzata valoriale all'Europa. E da parte di un cancelliere tedesco che ha lanciato anzitutto un avvertimento agli Stati Unit pendendo in mano il volante continentale: "Tra l'Europa e gli Usa si è aperto un divario ha detto Frederich Merz il vicepresidente JD Vance lo ha detto apertamente un anno fa qui a Monaco. Aveva ragione. La lotta culturale del movimento Maga non è la nostra". Come dire: l'Europa non cambierà pelle per accontentare gli appetiti della seconda amministrazione Trump.

Ed ecco allora che prende corpo il secondo round dopo quello dello scorso anno, in cui era stato il numero due della Casa Bianca americano a turbare le certezze europee. "La libertà di parola da noi finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Restiamo fedeli agli accordi sul clima e all'Oms, solo insieme potremo risolvere le sfide globali", ha detto ancora il cancelliere tedesco. Che ha poi aggiunto una nota in linea con le posizioni espresse da Roma: "Ravviviamo insieme la fiducia transatlantica. L'Europa sta facendo la sua parte. Da tre generazioni, la fiducia tra alleati, partner e amici ha reso la Nato l'alleanza più forte di tutti i tempi, nell'era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli". Il vertice si svolge fino a domani tra tanti temi: dalla Groenlandia al riarmo. Con l'Europa che secondo il cancelliere tedesco "è tornata da una vacanza dalla storia". E la Germania renderà il prima possibile la Bundeswehr "l'esercito convenzionale più potente d'Europa". Il cancelliere tedesco ha detto inoltre di aver avviato "colloqui riservati con il presidente francese sulla deterrenza nucleare europea". L'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha attaccato Merz stigmatizzando l'intenzione di rafforzare la difesa. "Calmati, pazzo scatenato: siamo nel 2026, non nel 1933!", ha aggiunto in un post in cui Merz è ritratto in una divisa dell'esercito nazista.

Da Merz a Macron. Che a Monaco, un summit barometro dei nuovi equilibri geopolitici, ha preso la parola in serata incitando a riaprire contatti trasparenti con Mosca. Vedendo "disegnarsi la pace" in Ucraina, ricorda che è la Russia a "uccidere dei civili". "Bisogna continuare a colpire la flotta ombra, fare pressione, le entrate dei Mosca sono calate del 25%, colpire quella flotta funziona sul serio". E poi: "Tutti vorrebbero che noi fossimo più forti con la nostra difesa, a parte i nostri nemici, noi vogliamo un'Europa più forte".

Macron rilancia insomma la sua battaglia per un'Europa più forte: "Noi - ha scandito dalla platea - siamo troppo timidi e non riusciamo a credere in noi stessi. Tutti dovrebbero ispirarsi a noi e dovrebbero smetterla di criticarci. Ancora ieri - ha detto - abbiamo parlato della nostra competitività" fra dirigenti europei, ha aggiunto Macron, lanciando un appello ad "essere fieri di quello che è stato realizzato sul continente europeo. E invece - ha sottolineato - non è così".

Al di là del dossier ucraino, è la difesa europea in quanto tale a dominare le interlocuzioni. Il premier britannico Keir Starmer proporrà iniziativa di difesa multinazionale con acquisti congiunti per abbattere i costi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen grida ad alta voce che è giunto il momento dell'indipendenza europea sulla sicurezza.

Ma a Monaco è andato in scena pure un botta e risposta tra il rappresentante statunitense Michael Waltz e Kaja Kallas. Secondo il diplomatico a stelle e strisce "è giusto chiedere a 450 milioni di europei di essere più autosufficienti nella difesa e di essere al nostro fianco in modo equo dal punto di vista finanziario, perché lo status quo ha un costo". Kallas è stata tranchant: la differenza tra Russia e Stati Uniti è che "quando la Russia va in guerra, lo fa da sola, quando l'America va in guerra, molti di noi vanno con voi". Quindi, "significa che avete bisogno anche di noi per essere questa superpotenza".