Il “pipistrello fantasma” Usa vola sul Pacifico: il drone che può cambiare la guerra aerea

Scritto il 04/06/2026
da Federico Giuliani

L’MQ-28 Ghost Bat è in prova negli Usa e punta a operare accanto ai caccia, tra IA, sensori modulari e future capacità d’attacco

Lo hanno soprannominato “Ghost Bat”, ovvero il “pipistrello fantasma”. Stiamo parlando del drone da combattimento sviluppato da Boeing in Australia, in lizza per diventare uno dei pilastri della futura aviazione militare occidentale nel complesso scacchiere geopolitico del Pacifico. L’MQ-28 ha iniziato a effettuare voli di prova dalla base navale di Point Mugu, in California, uno dei principali centri statunitensi per i test aeronautici e missilistici. Il velivolo senza pilota è progettato per operare accanto ai caccia tradizionali, condividendo dati, individuando bersagli e svolgendo missioni ad alto rischio senza mettere in pericolo piloti umani.

Un pipistrello fantasma nel Pacifico

Secondo quanto riportato dal portale The War Zone, gli ultimi test nel Pacifico servono a dimostrare la maturità tecnologica del programma e ad aprire la strada a possibili esportazioni, compresa un’eventuale integrazione nelle future strategie militari del Pentagono. Il Ghost Bat rappresenta infatti uno dei progetti più avanzati nel settore dei droni da combattimento collaborativi, i cosiddetti Collaborative Combat Aircraft, pensati per affiancare velivoli con equipaggio in scenari di guerra ad alta intensità.

L’MQ-28 è stato progettato con una struttura modulare che consente di cambiare rapidamente il muso del velivolo e installare sensori differenti a seconda della missione. Le ultime immagini diffuse da Boeing mostrano un esemplare dotato di sistema IRST, il sensore a infrarossi utilizzato per individuare bersagli aerei senza emettere segnali radar. Il drone è già stato impiegato in Australia in esercitazioni con aerei E-7 Wedgetail e caccia F/A-18 Super Hornet, dimostrando la capacità di operare come “gregario intelligente” in supporto ai velivoli pilotati.

Le future versioni saranno ancora più grandi e avranno una maggiore autonomia operativa, oltre a una stiva interna per armamenti. Boeing prevede che il futuro Block 3 possa trasportare missili AIM-120 AMRAAM oppure bombe guidate GBU-39, ampliando notevolmente le capacità offensive del sistema. Nei test precedenti il Ghost Bat ha già effettuato il lancio reale di un missile aria-aria, dimostrando che il programma non è più soltanto sperimentale.

Usa in prima linea

L’interesse americano per il progetto cresce anche perché la Marina statunitense sta cercando nuove soluzioni per rafforzare l’aviazione imbarcata del futuro. La US Navy lavora infatti allo sviluppo di droni da combattimento capaci di operare dalle portaerei insieme ai caccia tradizionali, riducendo i rischi per gli equipaggi nelle missioni più pericolose.

Da questo punto di vista, l’MQ-28 viene considerato un candidato credibile grazie alla sua autonomia basata sull’intelligenza artificiale e alla capacità di coordinarsi con altri sistemi in volo. Il teatro del Pacifico rappresenta inoltre il banco di prova ideale per queste tecnologie: enormi distanze, crescente competizione con la Cina e necessità di mantenere superiorità aerea anche in scenari altamente contestati.

Boeing guarda già oltre gli Stati Uniti e ha avviato contatti con diversi Paesi dell’Indo-Pacifico, incluso il Giappone, mentre in Europa il gruppo tedesco Rheinmetall collabora alla promozione del suddetto drone presso Berlino. Il “pipistrello fantasma” farà ancora parlare di sé.