Un minore italiano è stato arrestato in provincia di Caserta in seguito a un’indagine a suo carico per aver preso parte, mediante canali virtuali, ad una associazione con finalità di terrorismo, avendo lo stesso, nell'estate del 2025, formulato e condiviso in rete il giuramento di fedeltà allo Stato Islamico. Le forze dell’ordine italiane effettuano il costante monitoraggio della rete per individuare episodi di radicalismo ed è proprio nel corso di queste attività che è stato intercettato il minore, che nella sua navigazione sui social è riuscito ad attivare contatti diretti virtuali con soggetti autoproclamatosi appartenenti all’Isis e localizzati in Siria.
Individuati questi contatti, gli agenti hanno effettuato tutte le verifiche del caso ed è emerso che il minore ha dato luogo ad una massiccia diffusione di video raffiguranti tecniche terroristiche, scaricati dal dark web e indirizzati anche ad alcuni suoi coetanei che vivono in Campania, sui quali sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. Ci sarebbero anche tracce di file contenenti le istruzioni per fabbricare esplosivi fai da te, prodotti da agenzie di comunicazione dello Stato Islamico. Il minore si trova attualmente recluso presso l'Istituto Penale Minorile di Nisida, a Napoli, ed è a disposizione del pm che lo interrogherà nei prossimi giorni.
Non è il primo caso nel nostro Paese di minore radicalizzato: è un fenomeno in crescita a livello nazionale ed europeo. Le questure e i servizi di intelligence segnalano che il processo di indottrinamento è diventato rapidissimo, spesso si consuma interamente tra le mura di una cameretta, davanti allo schermo di uno smartphone, e questo riflette un mutamento profondo delle strategie di reclutamento jihadista. Se un tempo la radicalizzazione avveniva attraverso contatti fisici e luoghi di culto clandestini, oggi il terreno fertile è rappresentato dalle piattaforme di gaming e dai canali social crittografati, che sono più facilmente accessibili.
La sfida per le istituzioni non è dunque solo investigativa, ma anche sociale e culturale: intercettare i segnali di deriva prima che il percorso di radicalizzazione diventi irreversibile e sfoci in azioni violente. In Europa, dall’ottobre 2023 a oggi, circa due terzi degli arresti per terrorismo hanno riguardato ragazzi tra i 13 e i 19 anni e secondo l’esperto Peter Neumann, si ha una relazione con il post‑7 ottobre: in Austria, Germania, Belgio e Svizzera i casi di “lupi solitari” mostrano adolescenti auto‑radicalizzati in pochi mesi, spesso partendo da contenuti su TikTok e passando poi a Telegram.

