C'è Rubio al posto di Vance, più conciliante con l'Europa

Scritto il 14/02/2026
da Valeria Robecco

La pressione resta ma con toni più morbidi. Vertice con Fredriksen sulla Groenlandia

Il segretario di stato Marco Rubio è volato a Monaco a rappresentare gli Usa alla Conferenza sulla sicurezza, inviando quello che viene letto da molti come un segnale di moderazione da parte dell'amministrazione di Donald Trump. L'obiettivo del titolare della diplomazia americana è quello di mantenere alta la pressione sull'Europa, ma con toni meno aggressivi rispetto al 2025, quando il vicepresidente JD Vance ha gelato gli alleati con un durissimo attacco alle politiche europee in materia di immigrazione, e affermando che la libertà di espressione era "in ritirata" in tutto il continente.

Ora, invece, le parole di Rubio prima di partire per la capitale bavarese hanno lasciato pensare ad un approccio più morbido: "Viviamo in una nuova era geopolitica - ha detto - e questo richiederà a tutti noi di riesaminare la situazione e quale sarà il nostro ruolo".

Il segretario di stato viene considerato meno ideologo di Vance, anche se gli Usa intendono comunque esercitare pressioni sugli alleati, ancora scossi dalla crisi politica scatenata dalla richiesta del tycoon di acquisire la Groenlandia. Al centro dell'agenda c'è la stabilità dell'unità transatlantica, l'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti e la guerra in Ucraina, oltre ai legami con Mosca. Oltre, appunto, alla questione dell'isola artica: la prima ministra danese Mette Fredriksen e il collega groenlandese Jens-Fredrik Nielsen incontreranno Rubio a margine della Conferenza, e ieri Frederiksen ha spiegato che "cercheremo di capire se possiamo trovare una soluzione. Ma non penso che la crisi con gli Usa sia finita". "Adesso abbiamo una via diplomatica politica più tradizionale da seguire", ha aggiunto, ribadendo tuttavia che le "linee rosse" di Copenaghen in materia di sovranità non sono negoziabili. La premier ha pure difeso la decisione di dispiegare un piccolo contingente di truppe alleate in Groenlandia, respingendo le accuse di provocazione arrivate da Washington: "Siamo stati totalmente trasparenti con gli americani, sapevano esattamente cosa stava succedendo e perché".

A Monaco il titolare di Foggy Bottom - che pronuncia oggi il suo atteso discorso - ha incontrato anche l'omologo cinese Wang Yi, in un contesto di forte competizione tra le due grandi potenze. Trump, intanto, da Washington celebra il premier ungherese Viktor Orbàn, che a suo parere è "forte e produce risultati. Combatte senza sosta per il suo Paese. Grazie a lui i rapporti fra Ungheria e Stati Uniti hanno raggiunto nuovi elevati livelli di cooperazione". Sul suo social Truth, il tycoon si è definito "orgoglioso di aver appoggiato Viktor per la rielezione nel 2022 e sono onorato di farlo ancora. È un vero amico e un combattente. Ha il mio completo e totale sostegno".

In Baviera, invece, sono arrivati i rappresentanti dell'America anti-Trump, dal governatore della California Gavin Newsom alla deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez, dalla governatrice del Michigan Gretchen Whitmer (tutti e tre potenziali candidati alle prossime presidenziali in cerca di accreditamento all'estero) al senatore dell'Arizona Ruben Gallego. L'obiettivo è quello di sollecitare i leader europei a opporsi all'agenda dell'attuale comandante in capo, anche se tradizionalmente la delegazione Usa ha sempre cercato di non esporre in questo contesto le proprie divisioni politiche interne.