Spunta un'altra mail di Bannon a Epstein: "Faremo cadere Papa Francesco"

Scritto il 14/02/2026
da Francesca Salvatore

Dai documenti legati al caso Epstein emergono email attribuite a Steve Bannon con riferimenti a un piano per delegittimare Papa Francesco

Le nuove rivelazioni contenute nei cosiddetti Epstein files riportano al centro dell’attenzione un capitolo che non riguarda soltanto la rete di relazioni del finanziere americano Jeffrey Epstein, ma anche la dimensione politica e strategica di alcuni suoi contatti. In particolare, la stampa ha rilanciato la presenza di email attribuite a Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump e figura chiave dell’area nazionalista statunitense, nelle quali compare una formula di attacco diretto a Papa Francesco: “Stenderemo Francesco”.

Il contenuto di questi messaggi descrive un dialogo in cui il Pontefice viene trattato non come leader religioso ma come ostacolo politico e culturale, da indebolire o delegittimare. In una e-mail del giugno del 2019 Bannon scrisse a Epstein: “Faremo cadere Francesco. I Clinton, Xi, Francesco, l'Ue: forza fratello”. La notizia alimenta interrogativi sulla possibilità che Epstein, noto per aver coltivato rapporti con personaggi potenti in diversi ambienti, venisse percepito come una risorsa utile anche per operazioni di influenza e contatti internazionali, oltre che come figura compromessa da scandali personali e giudiziari.

La “guerra culturale” globale e il ruolo di Francesco

La rilevanza internazionale della vicenda nasce anche dal fatto che Papa Francesco, fosse ormai diventato un simbolo globale non solo per la guida della Chiesa cattolica ma per le sue posizioni su migrazioni, disuguaglianze, dialogo internazionale e critica al nazionalismo identitario. Proprio questa impostazione aveva alimentato una frattura profonda con settori conservatori, in particolare negli Stati Uniti, dove una parte della destra politica e religiosa ha visto nel Pontefice un punto di riferimento “progressista” e un avversario ideologico.

Dentro questa cornice, le email citate negli Epstein files vengono lette come una conferma di un clima più ampio: quello di una guerra culturale transnazionale in cui il Vaticano diventa un terreno di scontro tra visioni opposte dell’Occidente. Non si tratta più soltanto di dissenso teologico o ecclesiastico, ma di un conflitto che tocca direttamente l’equilibrio politico e mediatico globale, con la figura del Papa collocata in una partita che coinvolge movimenti sovranisti, reti conservatrici e strategie comunicative orientate alla delegittimazione.

L’Europa nelle conversazioni

Un altro elemento che ha attirato l’attenzione della cronaca è il contesto più ampio in cui queste comunicazioni si inserirebbero: l’interesse di Bannon per la costruzione di una rete occidentale e la ricerca di contatti in Europa. Le rivelazioni contenute nei file mostrerebbero infatti come, nelle conversazioni attribuite a Epstein e Bannon, compaiano riferimenti anche a leader e movimenti europei, con l’obiettivo di rafforzare un fronte nazionalista capace di incidere sugli equilibri dell’Unione Europea.

In questa prospettiva, la figura di Papa Francesco non appare solo come capo della Chiesa, ma come attore influente su un piano geopolitico e simbolico: un leader globale con capacità di orientare opinione pubblica e diplomazia, in particolare sui temi umanitari e migratori. Proprio per questo, l’idea di “colpire” il pontefice avrebbe assunto un valore strategico dentro lo scontro tra visioni opposte dell’ordine mondiale.

Il film voluto da Bannon

Bannon era, inoltre, interessato a produrre un film: nei messaggi sembra suggerire per Epstein un ruolo da produttore esecutivo. L’ispirazione proveniva dal libro-inchiesta In the Closet of the Vatican, un libro del 2019 del giornalista francese Frédéric Martel nel quale l'autore afferma che l'80% del clero che lavora in Vaticano è gay, ma mantiene segreta la propria sessualità. In un'altra parte dei documenti rilasciati, invece, Epstein scherzava con il fratello Mark sulla possibilità di invitare Papa Francesco per un massaggio durante la visita negli Stati Uniti nel 2015.

Intanto, un medico legale presente all’autopsia di Epstein, in qualità di perito di parte nominato dalla famiglia del finanziere, ha dichiarato al Telegraph che l’esame autoptico dovrebbe essere ripetuto. Secondo il professionista, infatti, il referto ufficiale che conclude per il suicidio risulterebbe “poco convincente”. Il medico legale ha, infatti, affermato che la morte è stata con ogni probabilità provocata da uno strangolamento, più che da un’impiccagione. Alla luce della grande quantità di nuove informazioni emerse, ha aggiunto, “è ragionevole ipotizzare la necessità di una nuova indagine sulle cause e sulle circostanze del decesso”.