Generali al record in Piazza Affari. E i manager passano all'incasso

Scritto il 07/01/2026
da Camilla Conti

Cedute azioni per quasi 30 milioni dopo il rally

Due componenti del cda delle Generali hanno alienato azioni del gruppo negli ultimi giorni a un prezzo che si aggira intorno ai 36 euro per titolo, in crescita rispetto a precedenti operazioni. È quanto rivela un report di Bnp Paribas. Jean-Laurent Granier (country manager Francia e ceo delle Global Business Activities) ha collocato sul mercato 26.423 azioni a 35,59 euro, per un controvalore di 940mila euro, con data di negoziazione 29 dicembre. La precedente operazione di Granier risaliva ad agosto, quando aveva monetizzato azioni per circa 1,5 milioni di euro (44mila titoli a 33,57 euro). Anche Simone Bemporad (direttore della comunicazione e delle relazioni pubbliche del gruppo) ha realizzato 13.872 azioni a 36 euro, incassando circa 500mila euro, con data di negoziazione 2 gennaio. Il manager aveva inoltre portato a casa un ulteriore controvalore di circa 500mila euro il 21 novembre, attraverso la cessione di 15.811 azioni a 32,22 euro.

Lo scorso 19 dicembre anche il Ceo della compagnia triestina, Philippe Donnet, ha smobilizzato 200mila azioni a 35,63 euro (per un valore complessivo di 7,1 milioni di euro). L'ad aveva già ridotto la propria esposizione per complessivi 10,6 milioni di euro ad agosto e per 7,5 milioni di euro ad aprile 2025. Il report ricorda che il Ceo delle Generali detiene ancora 1,5 milioni di azioni (per un valore superiore ai 50 milioni di euro), facendo notare come abbia comunque disinvestito circa un terzo della sua partecipazione nell'ultimo anno. Gli esperti di Bnp si pongono inoltre l'interrogativo se il mercato possa interpretare la mossa come un segnale sul suo mandato e anche sulla valutazione del prezzo del titolo del Leone. "Tuttavia, le altre due operazioni degli amministratori sembrano più una questione di valorizzazione", viene aggiunto.

A dicembre è suonato il requiem all'alleanza nel risparmio gestito con il gestore francese Natixis, contestata sin dall'inizio da soci di peso come Caltagirone, Delfin e Unicredit cui si è aggiunta la nuova Mediobanca (che possiede il 13,2%) post-scalata da parte del Montepaschi. Vedremo cosa deciderà di fare Donnet senza il supporto della vecchia Piazzetta Cuccia di Alberto Nagel, che lo aveva voluto in testa alla sua lista per il cda, e dalla quale è uscito anche il consigliere legale Stefano Vincenzi, autore della querela-civetta presentata a gennaio che ha innescato l'inchiesta giudiziaria su Mps-Mediobanca. Di certo, i manager hanno cominciato ad alleggerire i pacchetti di titoli in portafoglio, realizzando sui livelli di prezzo ritenuti più congrui per il titolo, che ieri in Piazza Affari ha intanto toccato un nuovo massimo a 36,40 euro per poi chiudere la seduta a 35,89 euro (-0,7%).