In occasione della giornata mondiale della Radio che si è celebrata ieri, venerdì 13 febbraio, è stato sottolineato ancora una volta e con sempre maggior forza il problema del rischio di vedere scomparire per sempre l'amato dispositivo dai cruscotti delle nuove autovetture.
A lanciare l'allarme Confindustria Radio Televisioni, che ha avviato la campagna di sensibilizzazione "\#RadioInAuto" proprio con l'obiettivo di portare l'attenzione di tutti su un fenomeno che rischia di mandare per sempre in pensione un apparecchio elettronico in grado di registrare numeri invidiabili. Nel nostro Paese infatti, secondo stime ufficiali dell'associazione di categoria, sono ben 35 milioni gli italiani ad ascoltare la radio ogni giorno, e di questi ben 26 milioni lo fanno in auto durante i loro spostamenti quotidiani. Inutile, quindi, aggiungere che eliminare l'autoradio dalle vetture a quattro ruote, e il problema sta diventando preoccupante soprattutto su quelle elettriche, significa infliggere un colpo mortale a questo amatissimo mezzo di comunicazione.
Il grido d'allarme di Confindustria segue quello lanciato lo scorso anno dall'Agcom, che già aveva segnalato il trend della sostituzione progressiva delle autoradio dai cruscotti per far posto a sistemi digitali in grado di garantire esclusivamente l'utilizzo di smartphone e la fruizione di applicazioni di streaming. Le istituzioni hanno già preso a cuore il problema, e l'intenzione è quella di porre un freno a questo nuovo trend che pare inarrestabile.
"Le profonde trasformazioni tecnologiche in atto nel settore automotive stanno progressivamente escludendo la radio dai cruscotti delle nuove automobili", spiega infatti il presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile fisco della Lega Alberto Gusmeroli. "Si tratta di una pesante criticità, soprattutto per il diritto dei cittadini a un'informazione libera, gratuita e accessibile. Su questo tema ho incontrato Rosario Alfredo Donato, direttore di Confindustria Radio TV, e Anna Maria Genzano, responsabile relazioni istituzionali di RTL 102.5", annuncia l'esponente del Carroccio.
Questa accelerazione rende necessario un intervento d'urgenza, prosegue Gusmeroli, "per garantire l'installazione della radio, analogica e digitale, su tutti i nuovi veicoli, tutelando pluralismo, accesso all'informazione e continuità di uno strumento che resta centrale nella vita sociale del Paese. Metterne in discussione la presenza nelle automobili significherebbe indebolire un servizio essenziale e colpire un settore che dà lavoro a migliaia di professionisti".
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