Messina al timone di Assarmatori. Votato all'unanimità fino al 2030

Scritto il 14/02/2026
da Matilde Sperlinga

"Ci sono ancora molte onde alte da affrontare"

In un'economia globale che si muove al ritmo frenetico delle rotte commerciali e sotto la pressione di venti geopolitici sempre più imprevedibili, Assarmatori sceglie la continuità e la fermezza. Stefano Messina resta al timone dell'Associazione per il quadriennio 2026-2030, confermato all'unanimità da un'assemblea che, nella storica sede di via del Babuino, ha siglato un patto di fiducia che va ben oltre la semplice nomina formale.

La decisione non è arrivata per caso. È il risultato di un lungo "iter di ascolto", un viaggio tra le anime dell'armamento italiano condotto dalla commissione di designazione (Del Giudice, Beduschi, Ronzi). Il responso degli associati è stato unanime: in un momento di transizione così delicato per il trasporto marittimo, non si cambia il comando.

L'assemblea non si è limitata a confermare l'uomo, ma ha voluto corazzare la struttura. L'aggiornamento dello Statuto punta infatti a standard di efficienza ancora più alti, segno che Assarmatori non vuole solo rappresentare un settore, ma vuole diventarne il motore d'innovazione tra Roma, Genova e Bruxelles.

Accanto a Messina, la squadra si allarga e si rinnova, accogliendo forze fresche che testimoniano la crescita esponenziale dell'associazione dalla sua nascita nel 2018. Se i pilastri come Stefano Beduschi, Achille Onorato e Vincenzo Romeo rimangono saldi (questi ultimi confermati alla vicepresidenza insieme a Franco Del Giudice), l'ingresso in consiglio di figure come Luigi Cafiero, Giacomo Gavarone, Corrado Neri e Ivanhoe Romin segna l'inizio di una nuova fase di qualificazione. A gestire la macchina operativa, restano i motori dell'associazione: il segretario generale Alberto Rossi e il suo vice Giovanni Consoli.

"Sono gratificato, ma non abbiamo tempo per le autocelebrazioni", ha dichiarato Messina subito dopo la nomina. "La rotta che abbiamo imboccato presenta ancora molte onde da affrontare".

È una metafora che sa di realtà: tra la decarbonizzazione dei mari, le tensioni nelle filiere logistiche e la necessità di difendere il posizionamento internazionale del Made in Italy marittimo, il quadriennio che si apre non sarà una crociera. Sarà una traversata in mare aperto.