AGI - Colpo di scena alla Biennale di Venezia: la Giuria internazionale della 61ma Esposizione internazionale d'Arte si è dimessa in blocco. L'annuncio è arrivato in concomitanza con due giorni di visita degli ispettori del ministero della Cultura, inviati per la controversa presenza del padiglione russo, e a 10 giorni dall'apertura. La giuria era composta dal presidente, la brasiliana Solange Farkas, e Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi.
La scelta del presidente Buttafuoco
La clamorosa decisione fa seguito a settimane di accese polemiche per la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio al padiglione russo oltre che sulla presenza degli artisti israeliani. L'effetto è però che la Biennale ha deciso di far decidere ai visitatori a chi assegnare i due Leoni e per quello della Partecipazione nazionale rientrano in gara proprio Russia e Israele che la giuria aveva escluso a priori. Con il venir meno della giuria, infatti, saranno i visitatori ad assegnare i due Leoni - per il miglior partecipante e per la migliore partecipazione nazionale - come era già avvenuto nel 2021 per la Mostra di Architettura a causa del Covid.
Slitta la cerimonia di premiazione
Per questo motivo la cerimonia di premiazione già prevista per il 9 maggio slitta a domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura al pubblico. Alla migliore Partecipazione Nazionale potranno concorrere "tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61ma Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti". Una scelta, è stato fatto sapere con una nota polemica, presa "in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull'apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura".
Sul ritorno dei russi alla Biennale, per la prima volta dopo l'invasione dell'Ucraina, era intervenuta in particolare l'Ue che ha minacciato un taglio dei fondi e il governo aveva già preso le distanze. "Posso dire che la scelta sul padiglione russo è una scelta non condivisa dal governo", ha ribadito la premier Giorgia Meloni, ma la Biennale "è un ente autonomo. Io questa scelta non l'avrei fatta".
"Dimissioni in blocco della giuria internazionale, possibilità di premio per la Russia. Chiudete quel padiglione, quella vergogna sulla Laguna", ha commentato il senatore del Pd, Filippo Sensi. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha accolto con favore la scelta di un'ampia giuria popolare che "avvicina la Biennale ai cittadini". Lo scultore Belu-Simion Fainaru, presente nel Padiglione di Israele, ha commentato che "gli artisti vanno valutati per il loro lavoro, non per il passaporto": "Come artista mi impegno per l'inclusione e per unire le persone attraverso l'arte, e respingo con fermezza ogni forma di esclusione o discriminazione, sia essa politica o razziale".

