Tanti saluti a Dusan Vlahovic. Il quale ieri mattina si è presentato alla Continassa per risolvere definitivamente la questione legata all'eventuale rinnovo del contratto in scadenza: la distanza tra le parti si è però confermata eccessiva il giocatore chiedeva un bonus alla firma di circa 4 milioni oltre a uno stipendio di 8 - la Juve proponeva 1 più 6, e il divorzio è diventato inevitabile. Per la Juventus, non certo una bella figura avendo pagato il giocatore 70 milioni (più 10 di bonus) nel gennaio 2022: averlo portato a scadenza suona quindi come un cartellino rosso per tutti i dirigenti che si sono via via succeduti nella stanza dei bottoni. E non è nemmeno il miglior modo per tenere buone le ansie di Spalletti, che aveva esplicitamente chiesto la conferma del serbo «la cui assenza ci è mancata come il pane. Uno dalle sue caratteristiche ci manca, ma mi fido dei miei dirigenti», aveva detto in tempi non troppo sospetti. Invece, punto e a capo: Vlahovic (68 gol in 168 presenze) sarà adesso libero di cercarsi una squadra che ne soddisfi le pretese economiche, mentre la Signora rimane senza centravanti e, viste le ristrettezze economiche dettate dalla mancata qualificazione alla Champions, dovrà adesso perlustrare il mercato alla ricerca del suo sostituto dovendo nel frattempo piazzare anche Openda e magari David.
Il candidato numero uno a prenderne il posto è il solito Randal Kolo Muani: già visto a Torino da gennaio a giugno 2025, di proprietà del Psg, nell'ultima stagione era al Tottenham in prestito: Comolli lo aveva già inseguito vanamente la scorsa estate, adesso ci riproverà. I francesi però non accetteranno meno di 30 milioni per la cessione definitiva: chissà.