D'accordo: meglio la strada e l'oratorio invece delle scuole calcio a pagamento, ma i risultati ottenuti da tutte le giovanili azzurre (dall'Under 20 vice campione del mondo nel 2023, all'Under 19 e 17 campioni d'Europa nel '23 e nel '24), dicono che il problema non sono i settori giovanili, non è la crisi di vocazione e dagli italiani di seconda generazione sta arrivando un'ondata di talento. Il problema nasce dopo, quando questi ragazzi arrivano in età di prima squadra e trovano davanti a loro un tappo che viene da lontano. Per legge non si può limitare il numero di stranieri in rosa, ma non c'è nessuna legge che impedisca di alzare il numero di italiani in organico. Quelle sono scelte. E allora già domani si scelga di cambiare. Lo facciano i club, che non possono solo lamentarsi perché lo Stato gli ha tolto il Decreto Crescita, misura non nata per il calcio, e che alla Nazionale
ha fatto solo danni, perché è stata incentivo al tesseramento di stranieri. Si porti a 12 il numero minimo di calciatori formati in Italia (oggi sono 8 e sempre ci sono il terzo e il quarto portiere), ci finiranno dentro sicuramente più italiani e aumenterà anche il parco convocabili per il nuovo ct.