Missione energia: Meloni taglia le accise e vola nel Golfo. Questa l'apertura de Il Giornale di ieri. Forse però la "missione energia" della Presidente del Consiglio Meloni può essere ancora più energetica di quanto si possa pensare. Sulla questione energetica in senso stretto e i rischi che corre il mondo, l'Europa, l'Italia, hanno scritto stanno scrivendo e scriveranno in tanti. Il concetto di energia a cui guardo è, invece, un altro: quello di come restituire energia, nel senso più largo del termine, all'Italia. Un obiettivo che dovrebbe essere caro, oltre che a Meloni, a molti. Ebbene, ad esempio, il buon editoriale di ieri di Carlo Cottarelli (che di queste cose se ne intende) sul Corriere della Sera elencava sei punti.
Secondo l'umile opinione di chi scrive quasi tutti appropriati e giusti. Ne dimentica però uno, che potrebbe fare da cappello a tutti quei sei punti. Il vero fabbisogno che sta oggi difronte al Paese: l'esigenza finalmente di "un vero Patto Sociale".
Un punto che tutti dimenticano o fingono di dimenticare. Eppure già nei mesi e anni scorsi Meloni aveva avuto il merito di riaprire le porte della sala verde di Palazzo Chigi. A tutte le parti sociali, a cominciare da quelle sindacali, fino a tutte le parti datoriali. Ma lì c'era anche il re dei veti, il principe delle piazze sindacali, o per Gaza, o con amici della rete di Hannoun: Landini. Il quale però è ancora il leader per numero degli iscritti del maggior sindacato, la Cgil. Grazie anche ai tanti pensionati regolarmente mobilitati per gli scioperi del venerdì. C'è però un punto che ben pochi hanno colto: nei giorni scorsi è stato celebrato, specie ad opera della Cisl, il quarantennale dello squallido ammazzamento ad opera delle brigate rosse di quello che fu il maggior alfiere come economista del patto sociale, Ezio Tarantelli. Sempre però nei giorni scorsi la Cgil di Landini ha finalmente firmato un contratto davvero importante, insieme alle altre sigle sindacali, quello della scuola che riguarda quasi un milione e mezzo di persone e quindi il re degli scioperi del venerdì è venuto a Canossa. Ebbene, per essere brevi, il rinnovo della memoria di Tarantelli che segna anche il rinnovo dell'impegno della Cisl di Fumarola per il patto sociale, configura un quadro favorevole all'opportunità di un patto sociale. Proprio mentre si prepara oggi e si collega una stagflation molto pericolosa per l'Italia come per altri paesi, specie a causa della guerra nel Golfo. È soprattutto per questa ragione che oggi c'è bisogno più che mai di un nuovo patto sociale simile a quello che Ciampi mandò in porto in una difficile (ma meno difficile di quella di oggi) condizione economico finanziaria dell'Italia nel 1993. La via del patto sociale è quella migliore per affrontare al meglio la questione dei bassi salari, del lavoro povero, degli effetti che la crisi energetica ha e avrà sempre più sui cittadini e una forma di politica sui redditi. E' questa la via per tagliare le "vere accise" che pesano e peseranno sempre più sui lavoratori e sui cittadini e la via per il recupero finalmente della produttività.
Quali che siano i giochetti retorici di una certa sinistra sono quasi trent'anni che l'Italia registra la più bassa crescita media dei Paesi Ocse. E senza produttività non c'è crescita, come sa molto meglio di me il professor Cottarelli. È questa la vera eredità avvelenata che il governo Meloni ha trovato e per questo ha dovuto reagire tenendo al meglio le briglie impazzite del cavallo della spesa pubblica. Un cavallo a corsa sfrenata guidato soprattutto dall'avvocato Conte, il futuro leader del Campo largo. Non solo col bonus del 110%. Nè le recenti amicizie, compresa quella con Giorgio La Malfa figlio del grande rigorista Ugo La Malfa cambiano l'immagine del leader dei 5S.
Ecco quindi quale potrebbe essere la vera "missione energia" del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegnatissima a tappare al meglio le conseguenze economiche della guerra e le conseguenze economiche dell'avvocato Conte.
Il quesito conclusivo è: in questi trent'anni in cui l'Italia ha sofferto di "mal di crescita", di "mal di produttività", di "mal di merito", che ruolo aveva la sinistra? Forse capire il significato e l'opportunità di un nuovo patto sociale sarebbe un "ravvedimento operoso".