“Ormai siamo passati dalla secolarizzazione alla scristianizzazione”. A dirlo è Filippo Giorgio Maitan, cofondatore dell’associazione “Fare Bene”, fortemente convinto che “in questo contesto la fa da padrone l’Islam perché, a differenza del cristianesimo, oggi ha un’identità forte e radicata”.
La crisi dell’Occidente, quindi, deriva dalla secolarizzazione della società?
“Sì. Noi occidentali abbiamo sbagliato nel pensare che, per favorire il processo di integrazione, noi dovessimo arretrare rispetto ai nostri valori mentre soltanto ribadendo la nostra identità possiamo sederci al tavolo alla pari degli altri interlocutori”.
Perché la sinistra italiana sembra quasi avere una sorta di fascinazione nei confronti dell’Islam?
“Questo avviene perché a sinistra si è costruita una narrazione secondo cui il cattolicesimo sarebbe nemico della libertà perché si ritiene che la libertà sia poter fare tutto ciò che si vuole, ma non è così. La libertà, per essere tale, deve sempre essere connessa con la verità come papa Ratzinger ha spesso spiegato. In secondo luogo, la saldatura tra la sinistra e l’islam nasce per ragioni di opportunismo politico e dal desiderio di trovare nuove fette di elettorato, anche andando in pieno contrasto con altri pezzi di elettorato come il mondo Lgbt e il mondo femminista”.
Che ruolo dovrebbe avere il cristianesimo in Italia e in Europa?
“Dovrebbe avere un ruolo ispiratore, ma anche molto pratico. Mi spiego meglio. Se la nostra società occidentale, pur con tutti i suoi difetti, è il modello migliore tra quelli esistenti il merito è unicamente del cristianesimo. Pensiamo alla distinzione del potere imperiale da quello divino. Noi cristiani riconosciamo l’autorità politica e civile ma non crediamo che questa abbia attributi divini. In secondo luogo, secondo il cristianesimo tutti gli uomini sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio e questo fa sì che tutti noi siamo detentori di diritti inviolabili che non sono stati concessi per volere dell’autorità politica, ma che sono insiti in noi sin dal concepimento. Se l’origine di questi diritti è divina non possono essere negato da chi governa”.
L’aborto e l’eutanasia rientrano nella sfera delle libertà e dei diritti legittimi?
“La libertà deve essere legata alla verità del nostro essere uomini. Possiamo davvero essere liberi se riconosciamo di essere uomini, con tutti i limiti che questo comporta. Questo vuol dire, per esempio, che si può nascere solo uomini o donne e nulla può alterare questo aspetto. Per quanto riguarda l’aborto, invece, dire che una donna deve essere libera di scegliere che è errato perché l’aborto non è libertà, ma desiderio di eliminare una persona”.
Lei, quindi, è contrario anche ai matrimoni gay e all’identità di genere?
“Sì perché il matrimonio può essere solo tra uomo e donna perché – perlomeno in potenza – è finalizzato alla generazione di una nuova vita. Un qualcosa che un’unione tra persone dello stesso sesso non contempla e, pertanto, sono contrario anche alle adozioni gay. Il concetto di identità di genere non dovrebbe nemmeno esistere perché questo crea anche enormi problemi psicologici alle persone”.