«Cercava la rivoluzione ma trovò l’agiatezza». Il grande Leo Longanesi aveva già capito tutto con decenni di anticipo e il suo aforisma calza a pennello alla nuova Flotilla che partirà il 17 marzo. Questa volta la destinazione non è Gaza ma Cuba e siamo di fronte al primo caso di una Flotilla senza flotta, ovvero di una missione che si svolgerà in aereo. D’altro canto attraversare l’Oceano Atlantico in nave sarebbe stato troppo scomodo, meglio così virare sull’aereo, più veloce, efficace e soprattutto comodo. Per provare a salvare l’apparenza l’iniziativa si chiamerà «convoglio» ma la sostanza della missione non cambia.
L’obiettivo è portare aiuti a Cuba «strangolata dall’amministrazione Trump» e a finire sul banco degli imputati è, come sempre, l’Occidente, senza che si spenda una parola sulla dittatura comunista che da decenni governa Cuba.
Così, l’invincibile armada che aveva aderito alla Flotilla per Gaza è ora pronta a dirigersi verso Cuba, con le adesioni di Ilaria Salis, Mimmo Lucano, Greta Thunberg (sono ormai passati i tempi in cui protestava contro le emissioni di CO2 degli aerei) e gli endorsement dei Democratic socialist of America che hanno sostenuto Zohran Mamdani a New York e di Jeremy Corbyn.
Il programma della delegazione italiana del «Nuestra America Convoy», che dovrebbe essere formata da circa duecento partecipanti, prevede la partenza in aereo il 17 marzo da Roma e Milano con arrivo a l’Havana. Il 21 marzo è previsto il ricongiungimento con i militanti dal resto del mondo, mentre fino al 25 marzo si svolgeranno le attività di solidarietà per Cuba.
L’europarlamentare di Avs Ilaria Salis ha annunciato la sua partecipazione con un tweet corredato dallo slogan «Rotta su Cuba!», l’emoticon di un pugno chiuso e la bandiera cubana corredata dall’immancabile richiesta di contributo economico da erogare tramite bonifico. Chissà se stavolta verranno resi noti i nominativi dei contributori e sarà fatto un rendiconto delle spese o se, come avvenuto con la Flotilla per Gaza, tutto rimarrà opaco.