Una toga affonda il bollettino delle toghe. L'epitaffio all'inchiesta del Fatto sulla grazia a Nicole Minetti concessa dal Colle lo firma il Pg di Milano Francesca Nanni: "Gli scoop non corrispondono al vero". Lo aveva già scritto il Giornale il 15 maggio, per l'ufficialità si è aspettato che andasse in pensione il sostituto Pg Gaetano Brusa, che aveva seguito tutto l'iter. In attesa che l'Ordine dei giornalisti batta un colpo, visto che un minore malato è stato sballottato sui giornali violando Carta di Treviso e deontologia, la Procura generale milanese conferma l'ok già dato alla grazia per l'ex consigliera regionale, cancellando la pena di 3 anni e 11 mesi cumulata nei processi Ruby e Rimborsopoli.
Secondo Thomas Mackinson del Fatto la procedura di adozione nei confronti di un bambino uruguaiano abbandonato alla nascita per una patologia che richiede cure costose aveva delle ombre. Falso: è stata autorizzata dall'Inau, l'Istituto per l'infanzia che aveva in cura il minore, dalla legge uruguagia e dal tribunale di Venezia che l'ha trascritta. Il quotidiano aveva ipotizzato persino che due legali contrari all'adozione da parte della coppia Cipriani-Minetti sarebbero morti in circostanze strane, che nel linguaggio da questurini del quotidiano di Marco Travaglio voleva dire ammazzati. Le indagini a Montevideo l'hanno smentito. Era una bufala, come l'ipotesi che secondo Il Fatto i genitori naturali avrebbero voluto riavere la custodia del minore e che l'ex igienista dentale avesse fatto causa contro di loro. Bugia: il padre naturale del bambino è sparito subito, la madre è una pregiudicata coinvolta in un omicidio che si è fatta un po' di galera, senza (quasi) esercitare alcuna potestà. La pseudo inchiesta aveva coinvolto anche un'altra coppia, "scavalcata" a suon di mazzette, aveva malignato Mackinson. Sbagliato, il potenziale padre affidatario aveva precedenti per violenza domestica e assegni familiari non pagati. Il bambino è stato curato a Boston - dove la Minetti l'ha portato legalmente perché in affidamento, contrariamente a quanto sosteneva Il Fatto - dopo una serie di consulti medici a New York e Cleveland e due visite specialistiche in Italia, messi in dubbio ma dimostrati per tabulas.
Fin qui le carte. Poi ci sono le rivelazioni "postume" di sedicenti testimoni sui famosi "festini hard" nel ranch Gin Tonic di Cipriani a Punta de l'Este, 150 km da Montevideo, dove Sigfrido Ranucci disse che una sua fonte avrebbe visto persino il Guardasigilli Carlo Nordio nel marzo dell'anno scorso (salvo rimangiarsi a Report la fesseria detta a una compiaciuta Bianca Berlinguer.
Per l'Interpol e la magistratura uruguaiana i festini non esistono, al contrario della tesi (poi rimangiata) della sedicente ex masseuse Graciela de Los Santos detta Grace, che 24 ore dopo ha confessato ai giornalisti di Sin piedad Eduardo Preve e Diego Gonzalez, tesi rilanciata in Italia da Simona Musco del Dubbio, che le sue parole erano state "distorte". Certo, Peter Gomez ha gioco facile a dire che la donna non è stata sentita in assenza di rogatoria, fingendo di non sapere che sono bastati i documenti dati alla Pg dal pool di legali composto da Emanuele Fisicaro, Antonella Calcaterra e Paolo Siniscalchi, che hanno dimostrato sia la sua totale inaffidabilità, visti i precedenti con la giustizia, sia il movente di altre persone mosse dall'odio nei confronti di Cipriani a cui già in passato la Procura di Milano aveva deciso di non credere. "Chiederemo il risarcimento dei danni subiti dai nostri assistiti", dicono i tre avvocati in una nota, puntando il dito su Cartabianca, Report e Fatto.
La vittima più debole è il figlio della coppia, che ha praticamente smesso di andare a scuola a Milano per non finire vittima di episodi di bullismo. "Il minore è stato esposto a una pressione mediatica del tutto sproporzionata - dice Fisicaro al Giornale - anziché costituire, sin dall'inizio, il valore prevalente rispetto a qualsiasi interesse mediatico". Un danno impossibile da sanare anche con la montagna di milioni di dollari chiesti a Travaglio.