Ora l'isla-dem fa l'indignato: "No alle lezioni sull'italianità"

Scritto il 04/06/2026
da Francesco Boezi

Dopo la reunion a Genova dei musulmani eletti nel Pd

Se non esistono consiglieri comunali "islamici", perché radunarli in un'iniziativa specifica? Andrebbe chiesto a Simohamed Kaabour (foto), eletto nell'assise di Genova.

L'esponente del partito di Elly Schlein se l'è presa col Giornale. La nostra "colpa" è quella di aver segnalato la kermesse "Siamo Repubblica". Una decina di eletti di Pd e limitrofi (tutti musulmani tranne l'ex ministro Andrea Orlando) si sono ritrovati nel capoluogo ligure. Lo scopo, a conti fatti, era quello di affermare un punto specifico: le "seconde generazioni" sono il futuro delle nostre istituzioni.

È un elemento dell'arcinota saldatura tra dem e islam politico che raccontiamo da mesi: un fenomeno che, per attecchire meglio sull'elettorato, avrebbe bisogno dello Ius soli. E infatti uno degli esponenti presenti, l'avvocato Othmane Yassine, già candidato alle Regionali delle Marche con Matteo Ricci, ha gridato ai quattro venti: c'è un pezzo d'Italia che li sta "bloccando". Niente di più vero. Finché lo Ius soli non passa, il fatturato elettorale del legame tra sinistra e comunità musulmane è limitato.

Fatto sta che, in un lungo comunicato di risposta al nostro lavoro, Kaabour - organizzatore di "Siamo Repubblica" - ha affermato di non accettare "lezioni di italianità". "Non esistono eletti islamici - ha proseguito - , così come non esistono consiglieri comunali cattolici, assessori buddisti o parlamentari atei. Esistono amministratori, rappresentanti istituzionali e cittadini che esercitano il proprio ruolo nella Repubblica italiana". In realtà, senza consiglieri comunali cattolici la storia d'Italia sarebbe stata ben diversa. La fede, anche in politica, conta eccome. Basti pensare alle vicende referendarie della storia del nostro Paese o al contributo, decisivo, per la nascita e la stesura della Costituzione. Ma Kaabour ha un'altra opinione e insiste sull'Italia delle "seconde generazioni": "È il presente della Repubblica e sarà parte del suo futuro". La Lega, attaccata a sua volta dall'esponente dem, ha risposto con il consigliere comunale genovese Paola Bordilli: "Sono io che non accetto lezioni di italianità da chi promuove un modello di finta integrazione, tollera la prevaricazione sulle donne e la cancellazione delle tradizioni. Diventare italiani non è un timbro automatico".

La sinistra, a vario titolo, ha eletto esponenti di fede musulmana a Genova sì ma anche a Milano, a Torino, a Bologna, a Trento, a Reggio Emilia, a Brescia, a Sassuolo, a Maranello, a Paullo, a Siziano, a Thiene, a Venezia, in Toscana, in Parlamento e così via. Ma raccontare l'esistenza di un fenomeno islamo-gauchista, per il Pd, è "strumentalizzare".