Bonaccini entra nelle file di Elly: l'ex sfidante punta a un posto da ministro

Scritto il 05/04/2026
da Pasquale Napolitano

La sua corrente è finita in dono alla leader, che gli ha promesso le Infrastrutture

Il giorno in cui Stefano Bonaccini ha consegnato in dote la sua corrente (ridotta all'osso) alla segretaria Elly Schlein ha ottenuto una promessa: "Sarai ministro delle Infrastrutture". I riformisti, sostenitori della leadership di Bonaccini alle primarie del Pd, liquidano l'accordo con un sarcastico: "Auguri, buona fortuna". Con questo impegno solenne l'ex presidente dell'Emilia Romagna, perso il congresso e incassato il seggio a Bruxelles, ha fatto le valigie per trasferirsi dalla minoranza interna alla maggioranza. Passando dalla poltrona dell'anti-Schelin a quella alla destra della segretaria.

Il patto Schlein-Bonaccini prevede inoltre la garanzia di una decina di seggi alle elezioni politiche. Un accordo che blinda la leadership di Schlein e relega ai margini la minoranza riformista. La capriola dell'ex governatore dell'Emilia Romagna porta con sé riflessioni e veleni.

La mossa di Bonaccini non è indolore. La sua corrente "Energia Popolare" si è ridotta a caminetto. In Parlamento c'è stata la fuga. Sono rimasti fedeli all'ex governatore Piero De Luca, Simona Bonafè e Alessandro Alfieri. A Bruxelles ha rotto con l'ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori e con la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. L'unico rimasto in Europa è Lello Topo. Dopo l'addio alla poltrona di Antonio Decaro, eletto presidente della Regione Puglia.

A Bruxelles Bonaccini cerca di fare il padre nobile, ponendosi come longa manus di Elly Schlein. Però gli spifferi che arrivano dal Parlamento raccontano di un rapporto tesissimo con Lucia Annunziata. Motivo? L'ex giornalista non viene valorizzata adeguatamente agli occhi del Nazareno. Annunziata sta seguendo dossier di politica estera molto importanti, tra cui il Medio Oriente. Eppure non c'è nessuno che valorizza il lavoro di Annunziata. Per l'ex conduttrice di Mezz'ora in più la colpa è di Bonaccini. Ma lui si difende: "Non sono io il capodelegazione". Chi sarebbe il capo del gruppo Pd a Bruxelles? Nicola Zingaretti, che però sembra per ora interessato a un solo obiettivo: soffiare la vicepresidenza del Parlamento europeo a Pina Picierno. Con l'appiattimento sulla linea Schlein, Bonaccini si è bruciato il ponte con Gori. L'unica testa su cui può contare è quella di Decaro.

Non va meglio in Emilia Romagna. Il gelo tra Bonaccini e il sindaco di Bologna Matteo Lepore è sotto gli occhi di tutti. Anzi, pare che Lepore sia il vero ostacolo per eventuale incarico in un futuro governo del campo largo. In Regione Emilia Bonaccini mantiene il suo peso con tre consiglieri regionali: Ludovica Carla Ferrari, Davide Baruffi, Maria Costi.