A nord di Parigi, nella cittadina di Le Bourget, è in corso il "Congresso dei musulmani di Francia": migliaia di soggetti di religione islamica si sono potuti riunire alle porte della capitale francese grazie al tribunale amministrativo di Parigi, che ha dato il nullaosta due ore prima dell'inizio programmato. Infatti, il raduno era stato vietato dalla Prefettura di Parigi, che lo aveva segnalato come pericoloso per l'ordine pubblico, e fino all'ultimo il prefetto ha tentato di non farlo svolgere. Tuttavia, gli organizzatori della manifestazione, l'associazione Musulmani di Francia (Mf), hanno presentato un ricorso d'emergenza al tribunale, che ha dato loro ragione, respingendo le obiezioni della polizia e dichiarando che il divieto avrebbe violato il principio sacro della libertà di culto nel Paese.
Mf è un'organizzazione molto nota in Francia, è il più grande organismo musulmano del Paese, da più parti viene considerata vicina ai Fratelli Musulmani, anche se da parte loro negano di avere legami con l'organizzazione per la quale il 22 gennaio 2026, l'Assemblea Nazionale francese ha approvato una risoluzione per classificarla come organizzazione terroristica.
Il tema è controverso ma molto preoccupante, come emerge dalle parole di Hassen Chalghoumi, imam francese che combatte da anni contro il radicalismo islamico. "Si prevede la partecipazione di 150.000 persone nell'arco di tre giorni. Tre giorni per diffondere un'ideologia tra famiglie, giovani, bambini e studenti. E tutto ciò sta accadendo in Francia, un Paese che, pochi mesi fa, aveva sollevato la questione del divieto di questo movimento a livello europeo", ha dichiarato Chalghoumi, ricordando "a tutti i musulmani che negano l'evidenza o sono totalmente all'oscuro: il movimento dei Fratelli Musulmani è vietato - ripeto, vietato - nella maggior parte dei paesi musulmani. In Francia sono riusciti in una cosa: imporsi e dividere".
Il fatto che l'organizzazione dei Fratelli Musulmani sia vietata in gran parte del mondo arabo dovrebbe accendere un campanello d'allarme importante all'Europa, che non si è ancora mossa in modo organico per valutare una possibile decisione simile anche all'interno dei suoi Paesi membri, perché il radicalismo religioso, inteso come sistema completo di governo che include anche la Sharia, è una delle componenti principali dell'ideologia di questo gruppo e la sua presenza in Europa, ormai anche in Italia, è ormai acclarata. Ma il "Congresso dei musulmani di Francia", dopo il via libera del tribunale amministrativo, va avanti e si concluderà domani, 6 aprile, restando un osservato speciale sia per quanto riguarda la sicurezza interna che per il dibattito politico nazionale francese sul fondamentalismo e l'integrazione. Si tratta della 40esima edizione che torna dopo 6 anni di assenza, a partire dal 2020 anno del Covid, e che si è poi protratto per problemi organizzativi.