Assunto al Pentagono un condannato per l'assalto al Campidoglio

Scritto il 04/06/2026
da Massimo Balsamo

L’ex manifestante di Capitol Hill, condannato e poi pentito, entra nell’ufficio per operazioni speciali. I funzionari temono per un incarico sensibile, ma la Difesa Usa lo promuove

Un uomo condannato per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, poi pentitosi per il proprio ruolo nei disordini, è stato assunto dall’amministrazione Trump in un ufficio del Pentagono che si occupa di operazioni militari altamente classificate. Si tratta di Elias Irizarry, che all’epoca dell’irruzione a Capitol Hill aveva 19 anni. Secondo quanto confermato da quattro persone al Washington Post, l’incarico ha suscitato preoccupazioni interne. L’ufficio nel quale Irizarry è stato destinato gestisce dossier delicati, tra cui sicurezza delle ambasciate, recupero di personale e operazioni per la liberazione di ostaggi. Si tratta di attività che, secondo fonti interne, richiedono normalmente un’autorizzazione di sicurezza di livello top secret.

Il Pentagono ha difeso la scelta. In una nota, il portavoce Joel Valdez ha definito Irizarry "un giovane professionista qualificato e patriottico", aggiungendo che il Dipartimento della Difesa è "orgoglioso" di averlo nominato. Non è chiaro chi, all’interno dell’amministrazione Trump, abbia deciso la sua assunzione.

Il 6 gennaio 2021 Irizarry era una matricola della Citadel, accademia militare pubblica della Carolina del Sud, e prestava servizio come cadetto nella Civil Air Patrol. Quel giorno si era recato a Washington con altri due uomini e, dopo il comizio di Donald Trump, si era unito alla folla che superò le linee della polizia ed entrò nel Campidoglio mentre il Congresso stava certificando la vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020.

Secondo i procuratori, Irizarry entrò nell’edificio passando da una finestra rotta e aveva con sé un’asta metallica. Non risulta però che abbia colpito qualcuno. In seguito si dichiarò colpevole di un reato minore: ingresso e permanenza in un edificio o area sottoposti a restrizioni. Fu condannato a 14 giorni di carcere. Nel corso del procedimento, Irizarry espresse pentimento. Davanti al giudice disse di vergognarsi per quanto accaduto e definì il 6 gennaio "il più grande attacco alla nostra democrazia dalla Guerra civile". Inoltre si scusò anche con le vedove di alcuni agenti morti dopo quella giornata.

Il giudice Tanya S. Chutkan, pur sottolineando la gravità dei fatti, evidenziò anche la giovane età di Irizarry e il precedente percorso personale, definito "encomiabile" prima dell’assalto. Dopo l’espulsione dalla Citadel, il giudice offrì persino di scrivere una lettera a sostegno di una sua eventuale riammissione. Irizarry fu poi riammesso nel 2023 e si laureò l’anno successivo. I procuratori, al contrario, sostennero che la sua formazione militare e il servizio nella Civil Air Patrol rendevano le sue scelte del 6 gennaio ancora più gravi. In una memoria, segnalarono anche che sul suo telefono era stato rilevato un vuoto di dati tra il primo e l’8 gennaio 2021, circostanza che secondo l’accusa lasciava pensare alla cancellazione di informazioni relative ai fatti di Capitol Hill.

Dopo la laurea, Irizarry tentò anche la carriera politica in South Carolina, candidandosi senza successo alla Camera statale. Fu sconfitto nelle primarie repubblicane del 2024 dal deputato Randy Ligon. Sul suo profilo LinkedIn risultano riconoscimenti accademici ottenuti alla Citadel e, dal gennaio 2024, la definizione professionale di "Patriot".

La sua assunzione riapre il dibattito sulle nomine politiche in incarichi sensibili al Pentagono. Nel 2023, esponenti repubblicani del Congresso avevano chiesto spiegazioni all’allora segretario alla Difesa Lloyd Austin per la presenza, nello stesso ufficio, di Ariane Tabatabai, esperta di sicurezza nazionale e Medio Oriente, accusata da alcuni parlamentari di presunti legami discutibili con l’Iran.

All’epoca il presidente repubblicano della Commissione Forze armate della Camera Mike Rogers sostenne che il passato professionale di Tabatabai avrebbe dovuto escluderla da un incarico tanto delicato. Ora, con il caso Irizarry, le stesse domande tornano a circolare dentro il Pentagono: chi può accedere a informazioni riservate e quali precedenti devono pesare nella scelta di chi lavora nei settori più sensibili della difesa americana.