Mediolanum: "In Italia difficile fare shopping"

Scritto il 04/06/2026
da Camilla Conti

Doris accelera la crescita e benedice il ritorno dei Berlusconi in cda. Il titolo ha reso il 4.000%

Il 3 giugno del 1996 Mediolanum chiuse la sua prima seduta in Piazza Affari con un balzo del 33% a 15.700 lire contro le 12.000 del collocamento. Ennio Doris presentò l'evento non come un punto di arrivo, ma come l'inizio di una nuova fase di sviluppo basata sul rapporto di fiducia tra consulente e cliente, un tema che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera. Nel 1998 il titolo entrò nel MIB30, allora il principale indice della Borsa italiana. E ieri a Palazzo Mezzanotte sono stati festeggiati i trent'anni dalla quotazione.

A ripercorrere la storia al fianco dalla famiglia del fondatore, scomparso nel 2021, è stato Fabrizio Testa, ad di Borsa, che ha ricordato come la decisione di sbarcare sul listino milanese, presa a soli 14 anni dalla fondazione della società, rappresentasse «una scelta di grande coraggio nell'aprire il capitale al pubblico degli investitori». Testa ha evocato anche le performance del titolo sottolineando come la crescita di valore abbia superato il 1.000% nell'arco dei trent'anni e oltre il 4.000% se si considera il rendimento comprensivo anche dei dividendi distribuiti agli azionisti.

L'occasione è servita anche per fare il punto sul futuro. A cominciare dal prossimo rinnovo del cda: con Fininvest «i rapporti sono ottimi come lo sono sempre stati, anche in momenti difficili per loro», ha detto l'ad di Banca Mediolanum, Massimo Doris (nella foto), commentando l'ipotesi del ritorno nel board di rappresentanti della famiglia Berlusconi. «Adesso loro, avendo acquisito la piena proprietà del 30% in termini di diritti di voto, avranno finalmente la possibilità anche di nominare qualcuno. Non abbiamo ancora discusso su chi, ma certamente avranno all'interno qualche persona di loro nomina».

Intanto, sulla cessione della fintech Flowe «spero che entro l'anno si sia definito tutto», ha aggiunto Doris, confermando l'interesse da parte di Nexi, Bancomat, Numia e degli sloveni di Dinit Card Services. Vedremo come andranno le trattative». Più difficile («ma non impossibile»), invece, fare acquisizioni in Italia perché siamo «un istituto che si basa in modo importante sui consulenti finanziari, che sono degli imprenditori», ha sottolineato il banchiere. Per Banca Mediolanum crescere resta comunque «imperativo, non si può star fermi».

All'anniversario di ieri in Piazza Affari è intervenuto anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, che ha sottolineato come Mediolanum abbia registrato una crescita costante, sia in termini assoluti sia rispetto al resto del sistema bancario. Su una possibile nuova fase del risiko bancario in Italia ha poi evidenziato che «le aggregazioni oggi possibili sono quelle che non contrastano con le regole Antitrust, quindi non tutti possono comprare tutto». Quanto, infine, all'Ops lanciata da Unicredit su Commerzbank, il presidente dell'associazione dei banchieri ha commentato: «I risultati parziali dimostrano che non ci sono delle barriere ai confini nazionali. Aspetto sempre i risultati definitivi ma qualche settimana fa ho constatato che non vi era un provvedimento giuridico della Repubblica Federale Tedesca che vietasse ad Unicredit l'acquisizione».