Il Partito democratico propone in Senato di dare più poteri alla Vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall'ad Dario Scannapieco. A quasi un quarto di secolo dalla trasformazione in spa - sostiene la proposta normativa - e alla conseguente parziale privatizzazione con l'ingresso nel capitale delle Fondazioni bancarie, Cdp ha cambiato completamente le sue fattezze e agisce ormai come un "Fondo sovrano" al punto da rendere impellente una riforma della Commissione di Vigilanza sulla Cassa, istituita nel 1913, che ha perso con il tempo la capacità di un controllo effettivo sull'attività della gestione separata, quella che utilizza il risparmio degli italiani affidato ai libretti postali. Il Ddl, spiega il senatore Nicola Irto, membro della Commissione di Vigilanza e primo firmatario, amplia le competenze in modo di "verificare e ricevere semestralmente l'attività che fa Cassa" con l'obbligo di "consegnare alla Commissione i verbali del cda". La Commissione di vigilanza sulla Cdp, istituita da un Regio Decreto (il numero 453 del gennaio 1913) è composta da quattro senatori, quattro deputati (eletti dalle rispettive Camere) e da quattro membri laici (designati dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e dal Presidente della Corte dei conti). L'obiettivo del disegno di legge promosso dall'opposizione, spiega Irto, è quello di affidare una vera vigilanza alla Commissione su Cdp mentre oggi "svolge un'attività puramente nominale e non entra nel merito".
Inoltre, govedì 9 aprile si terrà la conferenza stampa per la presentazione dei risultati 2025 di Cassa depositi e prestiti.