Trent’anni di persecuzioni giudiziarie si inabissano oggi quando arriva la notizia che Marcello Dell’Utri aspettava praticamente da sempre. Anche l’ultima inchiesta aperta a suo carico dalla procura della Repubblica di Firenze per l’accusa di concorso nelle stragi mafiose degli anni 90 viene archiviata su richiesta della stessa procura. È la presa d’atto di quanto da sempre l’ex senatore azzurro rivendicava.
Nell’unico capitolo ancora aperto l’accusa contro dell’Utri - e fin quando è rimasto in vita anche contro Silvio Berlusconi - era quella incredibile di essere i mandanti delle stragi del 1993, quelle che tra gli obiettivi avevano anche un uomo strettamente legato a Berlusconi e alle sue aziende come Maurizio Costanzo. Nonostante la inverosimiglianza delle accuse la procura di Firenze ha continuato a scavare per anni. Nel frattempo tutti i tronconi delle indagini fiorentine e palermitane che cercavano di arrivare a colpire Berlusconi e Dell’Utri si inabissavano.
A sostegno delle accuse contro il Cavaliere e il suo storico collaboratore sono state utilizzate nel corso degli anni deposizioni di collaboranti di giustizia già ritenuti inattendibili in altri processi e che prevalentemente riferivano fatti appresi da altri collaboratori spesso nel frattempo defunti. Decisivo nell’arrivare alla archiviazione dell’ultima inchiesta ancora aperta è stato il cambio della guardia alla guida della procura della Repubblica di Firenze, dove nel corso degli ultimi tempi sono andati in pensione o sono stati trasferiti i magistrati che avevano fatto della caccia ai rapporti tra Berlusconi, Dell’Utri e la mafia la loro attività principale.
Anche i nuovi capi arrivati alla guida hanno proseguito nelle indagini, anche per non venire accusati di avere insabbiato il fascicolo, ma oggi hanno preso atto che nulla nelle gigantesche masse di documenti, interrogatori e accertamenti di ogni genere accumulati nel corso dei decenni giustificano l’ipotesi di un ruolo anche indiretto né del Cavaliere né di Dell’Utri nell’organizzazione e nella pianificazione della strategia stragista di Cosa Nostra. Una inchiesta che per anni è stata raccontata praticamente in diretta su numerosi organi di informazione della carta stampata e televisivi finisce il nulla praticamente in silenzio. La Procura di Firenze aveva chiesto l’archiviazione senza rendere pubblica la notizia e il decreto di archiviazione che accoglie la richiesta dei pm risale addirittura al 15 gennaio scorso. La notizia si è appresa solo oggi.