Fuga da Milano. Ma non quella, ormai nota, dei cittadini che non si possono più permettere affitti e caro vita. Stavolta a lasciare la metropoli per l'hinterland - un certo tipo di hinterland - sono i ricchi. Cercano spazi aperti, privacy e servizi di lusso.
Il fenomeno della «provincia premium» racconta una nuova tendenza. Spiega Sara Damasceni, fondatore di Dama Re, società di servizi di compravendita di immobili e locazione, asset management e operazioni di sviluppo immobiliare, che sempre più famiglie milanesi e internazionali scelgono di lasciare Milano «per trasferirsi in contesti residenziali immersi nel verde, organizzati come piccoli ecosistemi autonomi con servizi condivisi, sicurezza e una qualità della vita difficilmente replicabile in città». La connessione con Milano rimane, ma gli «ecosistemi residenziali» offrono qualcosa in più. Quali sono le mete preferite? Milano 3, il Borgo di Vione, il Golf Club Carimate, il comprensorio di Monticello a Cassina Rizzardi, la Pinetina ad Appiano Gentile, fino alle zone residenziali tra Mornago, il Comasco e il Varesotto. Non più ricercati solo da professionisti maturi o pensionati benestanti, ma oggi, continua Damasceni, «da manager internazionali, professionisti che lavorano tra Milano e la Svizzera, famiglie rientrate dall'estero e nuclei ad alta capacità di spesa». Fuggono non tanto dai prezzi alti, quanto da densità urbana, pressione immobiliare e percezione di soffocante congestionamento.
Diventano così di moda soluzioni che fino a pochi anni fa sembravano estranei alla nostra cultura, quelle dei compound residenziali e delle cosiddette «comunità integrate». Hanno piscine, campi sportivi, aree verdi, club house, vigilanza privata e scuole internazionali raggiungibili in pochi minuti. «Ciò che un tempo era percepito come esclusivo o elitario oggi viene sempre più considerato una forma di semplificazione della vita familiare», sottolinea l'esperta. La differenza rispetto al passato è che questi luoghi non vengono più scelti soltanto per status, ma per funzionalità: meno tempo in auto, maggiore sicurezza percepita, più spazio e servizi condivisi sono una risposta concreta ai problemi del vivere urbano.
Uno degli elementi più ricercati è la presenza delle scuole internazionali. Sempre più famiglie costruiscono le proprie scelte abitative partendo dalla distanza scuola-casa più che dalla vicinanza all'ufficio. Aree come il Comasco, il Varesotto e la provincia sud di Milano stanno registrando questa dinamica. Qui il mercato immobiliare sta registrando uno dei cambiamenti maggiori: non più seconde case nel verde, ma prime case ad alta qualità abitativa. E non è trascurabile il fatto che la tendenza abbia preso piede dopo il periodo del Covid.
Aggiunge la fondatrice della boutique immobiliare: «Se negli anni Duemila il lusso immobiliare coincideva quasi esclusivamente con la centralità, oggi il paradigma sembra cambiare. Per una parte crescente della domanda alto-spendente il vero lusso sta diventando lo spazio. Cioè, meno traffico, più verde, più silenzio e una dimensione quotidiana più sostenibile». Milano dunque resta il motore economico e relazionale, ma sempre più persone scelgono di viverla «a distanza controllata». Conclude l'esperta: «Osservato dal mercato immobiliare, il fenomeno non appare come una semplice fuga dalla città, ma come una ridefinizione del concetto stesso di abitare».