Un’aggressione brutale, violenta, senza motivo è quella subita da una donna di 54 anni a Sondrio nel pomeriggio di venerdì. La vittima stava camminando quando è stata improvvisamente buttata a terra e presa a sassate da un congolese di 36 anni, che ha successivamente aggredito anche un’altra donna che, mentre passava di lì in auto, ha visto la scena e si è fermata per prestare soccorso. Le indagini hanno appurato che lo straniero, risultato regolare sul territorio e in attesa di approvazione della richiesta di asilo, non conosceva la donna che ha cercato di lapidare, pertanto si è trattata di un’aggressione immotivata e casuale, che poteva finire in tragedia.
Le forze dell’ordine sono arrivate sul posto in pochi minuti e hanno fermato il congolese, poi trasportato in Questura e, quindi, in carcere. Per lui l’ipotesi di reato è di tentato omicidio mentre la vittima è stata trasferita nell’ospedale locale in codice giallo, dove si trova tutt’ora ricoverata in attesa di essere operata per la riduzione delle fratture alla mandibola. “Non posso che ringraziare chi ha chiamato il 112 e i soccorsi e la Polizia, per la tempestività con la quale sono intervenuti. Per fortuna l’hanno fermato in tempo, altrimenti oggi saremmo a raccontare una storia ben diversa”, ha dichiarato il marito della donna.
“Aveva finito di lavorare da poco e come tante altre volte aveva approfittato della bella giornata per fare una passeggiata. Neppure lei ricorda con chiarezza il momento in cui l’aggressore le si è avvicinato. Era al telefono, si è sentita spingere, è caduta e lui ha iniziato a colpirla con delle pietre. Quando è arrivata la pattuglia della Polizia, quello stava ancora infierendo”, ha proseguito l’uomo, cercando di ricostruire quei momenti. Nelle ore successive si è poi scoperto che quello straniero, per il quale la domanda di asilo è ancora pendente, non era uno sconosciuto in zona. In tanti lo hanno riconosciuto perché pare fosse solito aggirarsi a qualunque ora del giorno con un collo di bottiglia in mano per la città. Fortunatamente, la vittima non è in pericolo di vita ma quanto accaduto le ha generato un fortissimo stato di choc. Servirà del tempo prima che possa rimettersi completamente e non dimenticherà mai quell’aggressione improvvisa e casuale. Nel frattempo è necessario tenere i riflettori accesi sull’insicurezza che, ormai, attraversa tutte le città del Paese, non solamente le metropoli.