La fregata Martinengo inviata a difesa di Cipro: l’Italia si unisce a Spagna, Francia e Olanda

Scritto il 06/03/2026
da agi

AGI - È la fregata missilistica Federico Martinengo la nave della Marina militare italiana destinata all'area di Cipro, nell'ambito dell'operazione per proteggere l'isola dagli attacchi iraniani in coordinamento con Spagna, Francia e Olanda.

La Martinengo, operativa dal 2018, si trova nella base di Taranto dopo aver partecipato alla missione europea Eunavfor Aspides nel Mar Rosso per proteggere il traffico mercantile dalle minacce Houthi. Fa parte delle Fregate europee multi-mission (denominate in Italia classe Bergamini) frutto di un progetto congiunto italo-francese.

La fregata è intitolata al contrammiraglio Federico Carlo Martinengo, caduto in combattimento davanti alle coste livornesi mentre era al comando di una vedetta antisommergibile che fu attaccata da due dragamine tedesche. La nave ha un equipaggio standard di circa 168-185 militari ed è dotata di un cannone prodiero per interdizione navale e obiettivi terrestri a lungo raggio e per il tiro antiaereo e di missili Aster 30 per la difesa aerea d'area (antiaereo e antimissile). 

Costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, venne varata il 4 marzo del 2017 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano (La Spezia) per il completamento dell'allestimento e le prove di collaudo. Il crest mantiene la tradizione delle unità Classe Fremm dedicate alle medaglie d'oro della Marina Militare e rappresenta un'immagine a tre quarti del profilo nave, che mette in risalto i sensori, le artiglierie, i sistemi d'arma e la caratteristica forma "stealth" dello scafo. Sullo sfondo azzurro smaltato sono ben visibili il motto dell'unità, "Sufficit Animus" e il distintivo ottico F 596. Dallo sfondo si staglia un mezzobusto dell'ammiraglio Luigi Rizzo. Il crest è sormontato dalla corona turrita e rostrata, simbolo della Marina Militare.

Le origini del motto 'Sufficit Animus' risalgono ai pensieri del filosofo Seneca il quale, nel suo trattato "I Benefici" scriveva: "Quando rivolgiamo ogni cosa al nostro animus, tutto è possibile; e anche quando non mi è concesso di far uso della pietà, della fede, della giustizia ed ogni virtù in se' perfetta, l'uomo può essere grato alla volontà. Chiunque ogni volta che si proponga un obiettivo e lo consegue, coglie il frutto del proprio lavoro. Colui che fa un favore cosa si propone? Dare all'altro è esso stesso piacere".

In ambito militare fu il motto della Prima Squadriglia Aerea ed anche un motto d'Annunziano, quando il poeta non rinuncio' a volare nemmeno dopo l'incidente del gennaio del 1916, quando, a seguito di un brusco ammaraggio nelle acque di Grado, urto' violentemente contro la mitragliatrice del velivolo, perdendo la vista dall'occhio destro.